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23-04-2010 Ritorna l'archivio dei fatti sensibili

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September , 2010
Thursday

Archive for the ‘politicanews’ Category

Contratti: al voto in 3,6 milioni Accordo separato bocciato dal 96%

Posted by admin On marzo - 30 - 2009 ADD COMMENTS

epifaniElevatissima la partecipazione alla consultazione promossa dalla sola Cgil. sulla riforma contrattuale firmata da Cisl e Uil, nonostante il no di Corso Italia. I votanti corrispondo al 71% dei partecipanti al voto sul welfare nel 2007. In quell’occasione i promotori erano state tutte e tre le confederazioni

ROMA – Oltre 3,4 milioni di lavoratori e pensionati, la schiacchiante maggioranza di 3,6 milioni di votanti, hanno bocciato l’accordo separato del 22 gennaio sulla riforma del modello contrattuale, non sottoscritto dalla Cgil. Il 96,27% ha bocciato la riforma. Sono i dati resi noti dalla Cgil, nel corso di una conferenza stampa. La consultazione era stata promossa dalla sola Cgil, dopo che, sempre a gennaio, Cisl e Uil si erano rifiutate di avviarla.

Confrontando i risultati con la consultazione unitaria promossa da Cgil, Cisl e Uil nel 2007 sul protocollo sul welfare, si tratta del 71% di quanti parteciparono a quel voto. “Complessivamente la Cgil da sola porta al voto oltre i 2/3 dei votanti del 2007. E’ un risultato assolutamente straordinario” ha commentato il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, sottolineando che “questo voto rafforza la posizione assunta” dalla Confederazione di Corso d’Italia.

“Inoltre la Cgil – si legge nel comunicato pubblicato sul sito del sindacato – ha portato al voto una quota molto alta di non iscritti che, con la loro partecipazione, hanno rafforzato le ragioni della democrazia nel rapporto con i lavoratori. Tutto ciò rappresenta un valore aggiunto rilevantissimo e mette a disposizione un risultato che dovrebbe consigliare attente riflessioni a più di una forza sociale, alle nostre controparti e al governo”.

“Non condividiamo l’accordo e non condivideremo gli accordi settoriali che si muoveranno su quello”, ha concluso Epifani: “Andiamo avanti con piattaforme separate”.
Guardando in dettaglio il voto, la percentuale più alta di favorevoli all’accordo si trova nell’ambito dei metalmeccanici: ha votato sì l’8,58%. Seguono i disoccupati: ha detto sì il 6,06%. La categoria più contraria all’accordo è invece quella dei pensionati: ha votato sì solo l’1,42%.

La ricetta di Bossi per la crisi. ”Casa e lavoro agli italiani, non agli stranieri”

Posted by admin On marzo - 10 - 2009 ADD COMMENTS

bossi_umbertoIntervistato in Tv da Gad Lerner. Per il leader leghista ‘’sull’occupazione bisogna favorire i nostri concittadini rispetto agli stranieri, anche se regolari”. E pure sul piano casa arrivano i dubbi del ministro per le Riforme, “va studiato bene, non vorrei che facessimo le case per darle agli extracomunitari”. Berlusconi: sulla casa legge dalle Regioni

”Favorire i cittadini italiani rispetto a quelli stranieri, anche se presenti sul nostro territorio in modo regolare”. Lo dichiara il leader della Lega Nord, Umberto Bossi, ai microfoni de ‘L’Infedele’ di Gad Lerner, in onda stasera alle 21.10 su ‘LA7′ con una puntata dedicata alle nuove divisioni fra lavoratori in Europa, provocate dalla crisi. Alla domanda se in periodo come questo di difficolta’ per l’occupazione, sia giusto preferire i cittadini italiani Bossi risponde: ‘’si’ e’ giusto, se non abbiamo posti di lavoro che dobbiamo fare? Almeno che uno abbia un posto al mondo, dove sa che pensano di piu’ a lui che altrove”.

E anche sul piano casa arrivano i dubbi del ministro per le Riforme, “Va studiato bene, non vorrei che facessimo le case per darle agli extracomunitari”, ha messo in chiaro il Senatur. “Non vorrei che l’errore fosse quello, il piano va studiato bene ci vogliono limiti e indirizzi ben precisi”.

Testamento biologico, il Pdl apre Il Pd: “Prima vediamo il testo”

Posted by admin On marzo - 4 - 2009 ADD COMMENTS

stor_15208875_51360Sparisce il riferimento alla non attivazione dei trattamenti sanitari ordinari. Via il riferimento all’accanimento terapeutico e al notaio. Bianchi: “Abbiamo tempo fino a stasera per presentare i subemendamenti”. Durissimi Marino e Finocchiaro: “Sono solo finte aperture, rimane incostituzionale”

ROMA – Via il riferimento alla non attivazione o disattivazione di trattamenti sanitari ordinari, via qualunque riferimento all’accanimento terapeutico e l’obbligo di sottoscrivere il testamento biologico davanti ad un notaio. Queste in sintesi le principali novità introdotte dagli emendamenti presentati questa mattina dal relatore del ddl, Raffaele Calabrò, in Commissione Sanità del Senato. In pratica è stato emendato il testo sostituendo i primi tre articoli con un nuovo riferimento normativo, facendo sparire anche l’articolo 10, sostituito con un provvedimento che ne ribalta totalmente il contenuto. Una decisione che arriva dopo i malumori di alcuni parlamentari del centrodestra e dopo i rilievi della commissione Affari costituzionali.

Ma dopo i tentativi di disgelo avviati in mattinata, a ridosso dell’inizio del voto in Commissione Sanità, domani, è salita di nuovo la tensione fra maggioranza e opposizione. Di fronte alle “aperture” della maggioranza, che recepiva alcune istanze dell’opposizione sul notaio e sulle cure palliative, l’opposizione, con la capogruppo Pd in commissione Dorina Bianchi, aveva assunto un atteggiamento interlocutorio: “Qualche passo avanti c’è – aveva detto la Bianchi – ora aspettiamo i fatti”. E ancora: “Abbiamo tempo fino a stasera per presentare i subemendamenti e domani mattina si inizia a votare”. L’opposizione, entro stasera alle 20, dovrà presentare i propri subemendamenti, che saranno votati in commissione a partire da domani mattina. I tempi sono stretti, dunque. 

Nel pomeriggio il confronto si è inasprito dopo la secca bocciatura, da parte del senatore Pd Ignazio Marino e della capogruppo Pd Anna Finocchiaro, al ddl della maggioranza. “Le modifiche della destra? solo formali – ha tagliato corto Marino – l’impianto generale del ddl sul testamento biologico resta assolutamente non condivisibile e anticostituzionale”. E Anna Finocchiaro alza il tiro: “Penso che quel testo sia pessimo e l’apertura di cui parla Quagliariello non esiste”. Non si è fatta attendere la replica del vicecapogruppo Pdl Gaetano Quagliariello, che in mattinata aveva già ammonito l’opposizione a smetterla con “l’ostruzionismo strisciante”. “Continua la polifonia nel Pd”, denuncia l’esponente del Pdl.

La mossa del Pdl. Calabrò, nei due emendamenti depositati stamane in commissione, ha voluto dare uno stop ai trattamenti straordinari non proporzionati, non efficaci o non adeguati alle condizioni del paziente. Via anche la figura del notaio che sarà sostituito, nel raccogliere le dichiarazioni anticipate di trattamento, dal medico curante. Calabrò in sostanza ha eliminato i primi tre articoli del ddl sostituendoli con un articolo unico in tre commi: “Una formulazione che accoglie in qualche modo anche i suggerimenti del parere espresso ieri dalla Commissione Affari costituzionali”.

Nella riformulazione c’è anche un riferimento alle cure
palliative. In particolare, rispetto al testo originario da lui presentato in cui erano assenti, Calabrò scrive che la legge sul testamento biologico “riconosce il diritto del paziente ad essere protetto contro il dolore attraverso l’applicazione di tutte le terapie antidolorifiche disponibili e promuove la diffusione delle cure palliative”.

Il Pd critico. Proprio su questo punto si accende la discussione tra maggioranza e opposizione. Chiesta a gran voce da Ignazio Marino, dai radicali e da altri esponenti di opposizione, l’inclusione delle cure palliative era stata bocciata dal presidente della Commissione, Antonio Tommasini (Pdl), perché alla Camera già è in esame uno specifico progetto di legge sul tema. La maggioranza fa quindi dietrofront? Sì, anzi no. Il riferimento alle cure palliative, presentato nella seduta mattutina, sparisce a metà mattina, risorge nel primo pomeriggio, e viene dato per spacciato in serata. “Quella riga dell’emendamento è per me inammissibile”, taglia corto Tomassini. “Quanto accaduto è inqualificabile”, commenta Dorina Bianchi, capogruppo del Pd in commissione, “non so come possa essere successo”. E la radicale Donatella Poretti (Pd) si spinge piùavanti e chiede la riapertura della scadenza prevista per permettere all’opposizione di depositare i sub-emendamenti, fissata alle 20.

Per Antonio Di Pietro, leader dell’Idv, l’unica strada percorribile contro il ddl sul testamento biologico come è ora in discussione al Senato è quella del referendum abrogativo. “Ogni persona ha il diritto di vivere dignitosamente la vita e di scegliere dignitosamente quando chiudere gli occhi”, ha detto. Per questa ragione “l’Italia dei Valori con questo progetto di testamento biologico non vede altra strada che il referendum abrogativo appena esso sarà emanato”.

UNIVERSITA’, NAPOLITANO: RIVEDERE TAGLI INDISCRIMINATI

Posted by admin On febbraio - 24 - 2009 ADD COMMENTS

re223x82x_20090223ROMA – L’invito del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, a rivedere scelte di bilancio improntate a tagli indiscriminati ha riaperto il dibattito sulle ‘’sofferenze” del sistema dell’istruzione. Un monito, quello del capo dello Stato, colto dal ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, che si e’ affrettata a precisare che l’intento del Governo e’ solo quello di ridurre gli sprechi.

Napolitano ha invitato a non abbandonarsi a ”generalizzazioni negative e liquidatorie che mettono a rischio la ricerca e l’universita”’, settori nei confronti dei quali piu’ volte ha mostrato attenzione. E le sue parole hanno raccolto il plauso dell’opposizione. Ma non solo. ”Il tema toccato oggi dal capo dello Stato, quello del finanziamento dell’universita’, e’ un tema centrale. Ne va della sopravvivenza – ha sottolineato il presidente della conferenza dei rettori (Crui), Enrico Decleva – della massima istituzione formativa del nostro Paese. D’altra parte, si sta lavorando proficuamente per definire le linee di una revisione normativa della governance e del sistema di reclutamento. Cio’ nell’ottica di un impegno riformatore che si intende rilanciare dall’interno del sistema, attraverso un dibattito costruttivo con il Ministero, il Governo e il Parlamento, ma che non puo’ prescindere dagli aspetti finanziari”.

Ancora piu’ espliciti i rettori aderenti all’ Aquis (Associazione per la qualita’ delle universita’ italiane statali): ‘’se i tagli dovessero restare – ha ammonito Vincenzo Milanesi, rettore a Padova – ci sarebbe un rischio Caporetto, uno smantellamento del sistema universita’ in Italia”. E tuttavia ha aggiunto: ”la nostra linea come Aquis e’ quella di protestare contro i tagli generalizzati alle universita’, che fanno cadere la mannaia del boia indistintamente su tutti gli atenei senza alcuna considerazione del modo in cui questi hanno gestito le risorse pubbliche ricevute”.

Una posizione non lontana da quella del ministro: ”E’ nostro dovere amministrativo e morale – ha detto Gelmini – eliminare gli sprechi e le spese non necessarie accumulate negli anni a causa di gestioni universitarie poco efficaci. Ci sono ampi margini per migliorare le modalita’ di spesa degli atenei e per destinare fondi alla ricerca e alle universita’ piu’ virtuose”. L’obiettivo e’ chiaro: ”La crisi economica internazionale deve trasformarsi in una grande opportunita’ per rivedere il sistema di Istruzione in Italia, un sistema in cui il problema principale non e’ quanto si spende ma come vengono spese le risorse pubbliche”.

I sindacati di categoria di Cgil e Cisl si associano a chi chiede di recuperare risorse da investire nell’istruzione. ”Gli altri Paesi – ha fatto notare il segretario generale della Flc-Cgil, Mimmo Pantaleo – stanno investendo nel settore della conoscenza e dell’istruzione come motore per uscire dalla crisi, da noi si taglia: 8 miliardi nella scuola, 1 e mezzo nell’universita”’. ”I tavoli di confronto, aperti con il ministro Gelmini, devono approdare – ha suggerito Francesco Scrima, segretario generale della Cisl scuola – a concrete misure di ridimensionamento dei tagli previsti, impegni che devono ora essere recepiti nei provvedimenti in cantiere, a partire dal decreti interministeriali sugli organici e sulle immissioni in ruolo a copertura dei posti vacanti”.

Ma il ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, ha assicurato che da parte del Governo ”non ci sono stati tagli indiscriminati”. ”Abbiamo tagliato 36 miliardi di euro per il triennio 2009-2011 di spesa corrente – ha spiegato – con la manovra finanziaria di luglio abbiamo salvato l’Italia”. E rispetto alla ricerca, ”il governo ha un’enorme attenzione. Lo dico io che sono un professore universitario e lo dimostrano i protocolli di intesa” gia’ firmati per la digitalizzazione degli atenei romani” ha concluso.

EUROPEE: DA SENATO SI’ A NUOVA LEGGE ELETTORALE

Posted by admin On febbraio - 18 - 2009 ADD COMMENTS

senROMA – L’Aula del Senato ha definitivamente approvato il ddl che introduce la soglia di sbarramento del 4% sulla legge elettorale europea. I voti favorevoli sono stati 230, 15 i voti contrari e 11 gli astenuti. Si contano sulle dita di una mano le voci di dissenso nell’Aula del Senato sul disegno di legge che introduce la soglia di sbarramento del 4% nella legge elettorale europea. La senatrice del Pd, Luciana Sbarbati, ha annunciato il voto contrario del Movimento dei Repubblicani europei, cos’ come i senatori radicali, eletti nelle liste del PD, Marco Perduca e Donatella Poretti. Dissenso con voto di astensione (che al Senato equivale a voto contrario) è stato annunciato dal senatore del Pd, Paolo Nerozzi, a nome dei suoi colleghi di partito Vincenzo Vita, Ignazio Marino e Gianrico Carofiglio.

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