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23-04-2010 Ritorna l'archivio dei fatti sensibili

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September , 2010
Tuesday

Archive for the ‘esterinews’ Category

Total chiude Dunkerque, gli operai occupano la raffineria

Posted by admin On febbraio - 16 - 2010 ADD COMMENTS

gasI lavoratori del sito, fermo dal 15 settembre 2009 a causa dei margini troppo ridotti sulle estrazioni, sono in sciopero da metà gennaio. I sindacati avevano lanciato un ultimatum alla direzione di Total, chiedendo la ripresa della produzione entro il 15 febbraio e minacciando un’occupazione in caso contrario.
I 150 dipendenti della raffineria Total di Dunkerque hanno invaso la sede amministrativa dell’impianto per protestare contro la possibile chiusura. “Siamo negli uffici della direzione e ci resteremo fino a quando non avremo risposte alle nostre legittime domande sul futuro del sito” ha dichiarato uno degli occupanti, il delegato sindacale Philippe Wullens.

I lavoratori del sito, fermo dal 15 settembre 2009 a causa dei margini troppo ridotti sulle estrazioni, sono in sciopero da metà gennaio. I sindacati avevano lanciato un ultimatum alla direzione di Total, chiedendo la ripresa della produzione entro il 15 febbraio e minacciando un’occupazione in caso contrario.

La decisione sul destino della raffineria di Dunkerque, più volte rinviata, dovrebbe essere presa nel corso di un consiglio di amministrazione straordinario fissato per il prossimo 29 marzo.

Total si era impegnata a garantire un impiego corrispondente alle competenze dei 370 dipendenti. Ma la chiusura, avvertono i sindacati, metterebbe a rischio fino a 800 posti, se si considerano i subappalti.

AUTO, OBAMA: BOCCIA PIANI. ITALIA, BOOM ORDINI

Posted by admin On marzo - 30 - 2009 ADD COMMENTS

USA OBAMA AUTO INDUSTRYNEW YORK – General Motors e Chrysler hanno bisogno di “un nuovo inizio . E questo potrebbe significare il ricorso al codice della bancarotta come meccanismo per assicurare una ristrutturazione più forte”.

Lo ha detto il presidente americano Barack Obama, sottolineando di riferirsi a un’ipotesi di bancarotta assistita dal governo, e non un “processo in cui la società viene scomposta in singole, parti, venduta e non esiste piu”.

Obama ha definito l’ipotesi di bancarotta per Gm Chrysler ”un meccanismo per aiutarle a ristrutturarsi rapidamente e riemergere piu’ forti” di prima. Il presidente degli Stati Uniti ha tenuto a spiegare nei dettagli come funzionano questi meccanismi, che spesso agli occhi del pubblico sono sinonimo di un fallimento annunciato.

 ”Quello di cui sto parlando – ha detto Obama – e’ di utilizzare la nostra struttura legale come uno strumento che, con l’appoggio del governo americano, possa aiutare General Motors e Chrysler a risolvere la questione dei vecchi debiti che gravano su di loro in modo che possano poi rialzarsi e incamminarsi verso il successo”.

Obama ha ricordato che con l’amministrazione controllata ”i lavoratori possono continuare a produrre auto che vengono poi vendute”, e che non si tratta affatto ”di un processo di liquidazione di una compagnia, che smettera’ di esistere”, e neppure dell’ipotesi di ”avere una compagnia bloccata in tribunale per anni, incapace di uscirne”.

Francia, al rush finale la legge contro pirateria sul web

Posted by admin On marzo - 10 - 2009 ADD COMMENTS

pirateria_informatica_324x2PARIGI – Inizia oggi all’Assemblea nazionale il dibattito sul progetto di legge che vuole limitare la pirateria sul Web in Francia. Ma le polemiche sono sempre piùforti, dentro e fuori il Parlamento: il testo è giudicato da piùparti troppo repressivo.
La futura legge, già approvata in prima lettura (e senza problemi) a fine ottobre, prevede la creazione di un’Alta autorità (Hadopi), che dovrà mettersi sulle tracce di chi scarica illegalmente musica, film, telefilm o videogiochi da Internet. E’ previsto l’invio di due avvertimenti, ma alla terza infrazione alla persona accusata di “downloading” illegale verrà bloccato l’abbonamento a Internet fino a un massimo di dodici mesi. In parallelo la legge introduce altre misure, come la riduzione del periodo obbligatorio che deve intercorrere fra l’uscita di un film e la sua pubblicazione su Dvd (fino a soli tre mesi, almeno per le pellicole che rimangano pochi giorni nelle sale), ma sono soprattutto le sanzioni imposte agli utenti a scatenare le polemiche piùaccese.
In questi giorni il blog dell’Ump, il partito di Nicolas Sarkozy, è stato bombardato di mail da parte degli internauti che definiscono il progetto di legge “stupido”, “liberticida” o “già obsoleto”. Le proteste non si limitano al mondo del Web, ma, a differenza di quanto avvenuto al momento della prima lettura, si estendono pure alla politica. Promettono un voto contrario i deputati del Partito socialista, prima forza dell’opposizione, ma ormai anche numerosi esponenti della maggioranza. “Il blocco di Internet sarà di difficile realizzazione e verrà considerato una provocazione da parte dei giovani”, ha sottolineato Jean Dionis, del partito Nuovo centro, alleato dell’Ump. La legge è “vaga e inapplicabile”, ha indicato Thierry Mariani, deputato Ump assai influente.

AHMADINEJAD, OLOCAUSTO COSTRUITO PER CREARE ISRAELE

Posted by admin On marzo - 4 - 2009 ADD COMMENTS

IRAN ISRAEL CONFERENCE AHMADINEJADTEHERAN – Il presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad ha affermato che l’Olocausto è stato “costruito” con il fine di creare lo Stato di Israele e ha fatto appello alla creazione di “un fronte internazionale contro i sionisti”, per scacciare Israele dalla Palestina. 

“Hanno voluto dire che c’erano nazioni senza Paese e Paesi senza nazione – ha affermato il presidente iraniano – hanno voluto mostrare che erano oppressi, e queste sono le grandi menzogne della nostra epoca”. “La continuazione della presenza dei sionisti anche su una sola spanna della terra palestinese – ha detto ancora Ahmadinejad – significa, a causa della natura di questo regime, la continuazione dei crimini e delle distruzioni”.

In precedenza la Guida suprema iraniana, ayatollah Ali Khamenei, aveva attaccato il presidente Usa Barack Obama per avere giustificato le operazioni militari di Israele a Gaza con esigenze di sicurezza, e ha affermato che cio’ ‘’significa difendere il terrorismo di Stato”.

Khamenei, che parlava in apertura di una conferenza internazionale sulla Palestina a Teheran, ha detto che quella intrapresa da Obama e’ ”una strada sbagliata, non meno di quella seguita dal suo predecessore George W. Bush”.

”Anche il nuovo presidente Usa – ha affermato la Guida iraniana – nonostante tutti i suoi slogan sul cambiamento, ha posto alcune condizioni per la sicurezza dei sionisti, e cio’ significa difendere il terrorismo di Stato. Cio’ significa sostenere il massacro del popolo palestinese a Gaza”.

L’Olocausto è stato “un pretesto” per creare lo Stato di Israele, che è un “cancro” ha detto Khamenei.

La Guida suprema iraniana si è dichiarato poi contrario a qualsiasi trattativa fra palestinesi e israeliani, affermando che il popolo palestinese potrà ottenere risultati solo attraverso “la Jihad dei combattenti”.

 ”C’è gente – ha detto Khamenei, parlando in apertura di una conferenza internazionale sulla Palestina a Teheran – secondo la quale l’unico modo di salvare la Palestina sono le trattative. Ma trattative con chi? Con un regime usurpatore e deviato? (…) Con gli Usa e la Gran Bretagna, che hanno creato questo cancro?”.

Robin Obama Tasse ai ricchi sanità ai poveri

Posted by admin On febbraio - 27 - 2009 ADD COMMENTS

obamaPer il rilancio 4 trilioni di dollari di budget. Il passivo è di 1,7 trilioni, record dal 1945

Tassare i ricchi per curare i poveri: è questo il principio-cardine del bilancio da 3,94 trilioni di dollari che Barack Obama ha inviato al Congresso con l’obiettivo di sconfiggere la recessione e porre le basi per le ripresa economica.

L’aumento complessivo delle imposte per cittadini e imprese è di 1,3 trilioni la cui parte piùimportante è composta da 636,7 miliardi frutto dell’azzeramento dei tagli fiscali di George W. Bush per chi guadagna piùdi 250 mila dollari annui. Per costoro le imposte aumenteranno fino a un massimo del 39,6% e le tasse sui capital gain cresceranno dal 15 al 20%. Saranno questi fondi sottratti ai ricchi a finanziare 635 miliardi di spese – nei prossimi dieci anni – destinati a ristrutturare la sanità pubblica per garantire un minimo di copertura a ognuno dei 46 milioni di cittadini che oggi non possono permettersela, così come numerosi progetti pubblici dall’educazione all’agricoltura fino alle infrastrutture. Una montagna di dollari sta per uscire dalle tasche dei cittadini per riversarsi nelle casse dello Stato, che li userà per creare posti di lavoro e garantire medicine ed educazione alla classe media impoverita. “Abbiamo di fronte a noi scelte difficili” ha detto il presidente americano, illustrando alla Casa Bianca il testo di 134 pagine che ha definito “un’onesta raffigurazione di dove siamo e dove vogliamo andare”.

Fra le maggiori novità del bilancio spicca il nuovo approccio alle spese della Difesa: se nel 2009 aumenteranno del 4 per cento e le campagne militari in Iraq ed Afghanistan costeranno 140 miliardi – 75 in piùdel 2008 – la scelta strategica è a farle scendere nei prossimi dieci anni di 1,49 trilioni. Per la prima volta le guerre in Iraq e Afghanistan saranno contabilizzate nel bilancio federale.

Tasse in arrivo anche sul fronte dell’energia. Ad essere colpite saranno le aziende che immettono gas inquinanti nell’atmosfera e la strategia di “cap and trade” (taglia e commercia le emissioni) porterà a 645,7 miliardi di entrate entro il 2012 consentendo di recuperare i fondi necessari per sviluppare le nuove fonti rinnovabili e progetti avveniristici come quello descritto da Peter Orszag, capo dell’ufficio del bilancio, di una “autostrada dell’elettricità” dalle fattorie eoliche sui monti del North Dakota fino ai maggiori centri abitati della nazione.

A far decollare la spesa pubblica saranno anche ulteriori fondi “a disposizione del ministero del Tesoro” per l’eventuale sostegno alle istituzioni finanziarie a rischio di collasso – per 750 miliardi – e il risultato complessivo è di un deficit previsto di 1,75 trilioni, pari al 12 per cento del Pil ovvero il dato piùalto dal 1945. Nel 2010 dovrebbe scendere a 1,17 trilioni ma il futuro non si annuncia affatto roseo: anche se il piano di Barack Obama per “rompere con gli errori del passato” dovesse riuscire a centrare tutti gli obiettivi, il deficit nel 2019 sarebbe di 712 miliardi con un debito di ben 23,1 trilioni.

I mercati finanziari hanno accolto numeri e scenari dell’amministrazione Usa con un nuovo salto all’indietro – il Dow Jones ha chiuso con un arretramento dell’1,64% e il Nasdaq del 2,38 – e al Congresso si annuncia battaglia. Kent Conrad, presidente democratico della commissione Bilancio del Senato, assegna “voti iniziali positivi” al piano Obama ma ammette che “bisognerà fare molto di piùper impedire l’indebitamento nazionale nel lungo termine”. Anche un altro influente leader democratico del Senato, Max Baucus, fa capire al presidente che dovrà rimettere mano al testo perché: “A pagare le cure ai dipendenti siano i datori di lavoro anziché altri cittadini”.

I repubblicani accusano la Casa Bianca di voler puntare tutto sull’”aumento delle tasse”: “Siamo d’accordo sul garantire assistenza sanitaria a chi non ce l’ha ma la strada per arrivarci non può essere tassare cittadini e imprese nel bel mezzo di una recessione”. Intanto Fannie Mae archivia il quarto trimestre con una perdita di 25,2 miliardi di dollari e chiede al Tesoro americano nuovi aiuti per 15,2 miliardi.

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