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23-04-2010 Ritorna l'archivio dei fatti sensibili

9
September , 2010
Thursday

Archive for the ‘hi-technews’ Category

Una copertina random per una band fantasma

Posted by admin On marzo - 4 - 2009 ADD COMMENTS

coverLa “catena di Sant’Antonio” è partita su Facebook, naturalmente. Perché ormai quasi tutti i giochi collettivi, e i loro cloni, cominciano sul social network per poi finire nella vita reale. Il titolo del gruppo su Fb è “Random Album Cover Creation”. In pratica si dà modo anche a chi non ha mai avuto neppure un briciolo di talento musicale, di creare la propria band fantasma con tanto di nome, titolo del disco e, naturalmente, copertina. Come? Con pochi semplici gesti, grazie ai motori casuali che si generano in Rete. La galleria di immagini realizzate dagli utenti è sorprendente. Anzi, chissà, potrebbe essere lo stimolo per i musicisti (veri) a caccia di idee.
Vogliamo provare?
Per prima cosa dobbiamo trovare il nome del gruppo. Ci aiuta Wikipedia, l’enciclopedia libera e orizzontale del Web. Basta cliccare su questo indirizzo http://en.wikipedia.org/wiki/Special:Random. La prima parola che appare è il nome che ci serve per entrare di diritto nello show business.

Secondo passo. Il titolo dell’album. Anche qui, un altro generatore casuale di informazioni, ci viene in aiuto. Le prime quattro o cinque parole che appaiono su http://www.quotationspage.com/random.php3 sono quelle giuste per lanciare il nostro disco.

Terzo passo: la cover, o copertina del nostro disco immaginario. Che si realizza in un batter d’occhio grazie alle immagini presenti su Flickr, l’altro social network che permette agli utenti di tutto il mondo di condividere le proprie foto. Anche qui basta attivare il tasto random e andare a pescare negli scatti dell’ultima settimana. Ecco l’indirizzo giusto: http://www.flickr.com/explore/interesting/7days. Va scelta la terza foto che appare.

Poi, basta un programmino di editing, per esempio Photoshop, et voilà il gioco è fatto.

Per ultimo, la copertina va postata sui gruppo apposito di Facebook. Per condividere con gli altri cybernauti le follie creative. A Frank Zappa, un gioco così, sarebbe piaciuto moltissimo

di Marinella Stemini

Gb, web nel mirino del governo. Ci vuole il “vietato ai minori”

Posted by admin On dicembre - 28 - 2008 ADD COMMENTS

stor_4898140_06180Il ministro della Cultura: “Un mondo pericoloso”. Cercherà un accordo con Obama per limitare i siti in lingua inglese
di CRISTINA NADOTTI

LONDRA - Dice che non è una campagna contro la libertà di espressione, ma intanto chiede una vera e propria censura per Internet. L’ultimo di una lunga serie di attacchi alla libertà e all’essenza stessa della rete arriva dal ministro della Cultura britannico Andy Burnham che, con un’affermazione degna della caccia alle streghe, bolla Internet come “qualcosa di molto, molto complesso e un mondo piuttosto pericoloso” e annuncia un piano per valutare i siti con lo stesso sistema dei film: “vietato ai minori di”.

In una intervista al quotidiano The Daily Telegraph il ministro laburista si lancia in una crociata che vede in Internet un vaso di Pandora da richiudere al piùpresto. “Sono categorico in proposito – dice Burnham – su Internet si possono trovare contenuti che considero inaccettabili, quali, ad esempio, una decapitazione”. Per riportare quelli che definisce “criteri di decenza” in rete, Burnham progetta di arruolare alla sua causa anche Obama. “Parlerò con la nuova amministrazione appena il presidente sarà ufficialmente in carica – annuncia – per definire degli standard comuni per i siti di lingua inglese. Un’opzione potrebbe essere quella di chiedere ai provider di indicare chiaramente se il materiale coontenuto nei siti è adatto a certe fasce di età”. In pratica, così come accade per film e videogiochi, alcuni siti dovrebbero riportare la scritta “non adatto ai minori di..”.

Burnham è consapevole che le sue proposte alimenteranno ancora il dibattito sull’accessibilità di Internet e sui tentativi arrivati da piùparte di controllare un mezzo che fa della libertà di espressione una delle sue caratteristiche intrinseche. “Non si tratta affatto di una campagna per limitare la libertà di espressione – dice il ministro – è piuttosto il tentativo di dare risposte a un problema che interessa molte persone, perché le mette a repentaglio. Dobbiamo dare ai genitori piùpossibilità per capire che cosa fanno i loro figli sulla rete, quali siti consultano e chi c’è dietro di essi. In questo momento non c’è alcuna garanzia in proposito”.

Tra le prime misure annunciate dal ministro della Cultura, l’imposizione a grandi provider come British Telecom, Tiscali, Aol e Sky di offrire servizi internet in cui gli unici siti accessibili sono quelli adatti anche ai bambini. “Se guardiamo agli esordi di Internet – spiega Burnham – vediamo che chi creò la rete aveva come obiettivo dichiarato di avere uno spazio al quale i governi non avessero accesso. Credo che sia venuto il momento di riconsiderare tali affermazioni”. Il governo si erge infine a paladino delle persone diffamate da Internet e annuncia assistenza legale per coloro che hanno visto la loro reputazione minacciata da contenuti online. Tra le misure anche una legge per imporre a siti come Facebook e youTube di rimuovere immediatamente contenuti ritenuti offensivi o dannosi, senza bisogno di un’azione legale. A chi spetti il ruolo di giudice, per decidere immediatamente che quei contenuti sono da rimuovere, Burnham non lo dice.

La Warner Music contro YouTube “Ritirate i video dei nostri artisti”

Posted by admin On dicembre - 22 - 2008 ADD COMMENTS

youtube“Non possiamo accettare condizioni che non riconoscono i giusti compensi per gli artisti, i cantautori, le etichette e i produttori”

La multinazionale discografica Warner Music Group ha ordinato a YouTube di ritirare tutti i video dei suoi artisti da Internet, dopo che le trattative tra i due colossi sono fallite. La richiesta – scrive il quotidiano spagnolo El Paìs che riporta la notizia – potrebbe riguardare centinaia di migliaia di video, non solo quelli dei cantanti e dei gruppi Warner, ma anche quelli di Warner-Chappel, che hanno altre etichette discografiche. Le trattative sono fallite – spiega El Paìs – perchè la multinazionale discografica richiedeva un guadagno maggiore per l’enorme potenziale di traffico che il popolare sito di file-sharing genera sul web.

“Semplicemente non possiamo accettare condizioni che attualmente non compensino adeguatamente gli interpreti, i compositori e i produttori”, afferma Warner. YouTube ha registrato piùdi 100 milioni di visite solo negli Stati Uniti durante il mese di ottobre, secondo la società di calcolo comScore. Le società musicali ricevono, in generale, una parte dei guadagni per le pubblicità generati dai loro video e una piccola quantità ogni volta che queste immagini si vedono su internet. Warner sperava che il volume totale dei guadagni fosse sostanzioso, ma, secondo la sua versione, le cifre ricevute sono minime.

Warner è stata la prima compagnia discografica ad autorizzare la visione dei suoi video su Youtube, in seguito a un accordo firmato nel 2006, ma, una volta scaduto il contratto, ha deciso di non prorogarlo. Un mese dopo l’accordo con Warner, YouTube è stata acquisita dal gigante Google, che per il sito pagò 1.650 milioni di dollari. YouTube ha cominciato a ritirare i video di Warner dalla scorsa mezzanotte. Il portale di video ritiene che “a volte, quando non si possono ottenere accordi accettabili, è necessario rinunciare ad unioni che hanno avuto successo”. “Per esempio può rendersi conto che sta bloccando l’accesso a video che contengono la musica di proprietà del gruppo Warner Music”, ha aggiunto.

 

La decisione di Warner potrebbe essere la prima di una lunga serie: il video di file-sharing conta accordi di collaborazione con gruppi come Vivendi, Sony Music Entertainment, Emi e Universal, che potrebber seguire l’esempio della discografica e chiedere parcelle piùelevate.

PRIVACY: NUOVO CODICE PER GLI 007

Posted by admin On dicembre - 18 - 2008 ADD COMMENTS

privacy2_cROMA – Il nuovo Codice privacy per avvocati e investigatori privati, elaborato dalle categorie interessate, approvato dal Garante per la protezione dei dati personali e in vigore dal primo gennaio 2009, “garantisce una minore disparità fra le posizioni di accusa e difesa”: è uno degli aspetti sottolineati oggi dal presidente dell’organismo di garanzia, Francesco Pizzetti, che ha presentato la normativa.

Pizzetti ha fatto l’esempio della “possibilità riconosciuta da avvocati e 007 privati di acquisire i dati di traffico telefonico”, pur applicando “precise misure di sicurezza” anche nella loro conservazione. Per il presidente del Consiglio nazionale forense, Guido Alpa, il documento “risolve un dilemma importante: coordinare il diritto di difesa, che postula per l’avvocato la possibilità di raccogliere ogni dato utile alla difesa del proprio assistito, con i diritti relativi ai dati personali della controparte e dei terzi”.

Alpa ha annunciato che il testo “sarà allegato al Codice deontologico forense”, ma non potrà esservi incluso vista la natura di norma primaria che la Cassazione ha riconosciuto a quest’ultimo, e infine ha sostenuto la necessità di “promuovere tra gli iscritti agli albi la conoscenza di queste regole”. Più critica la posizione degli investigatori privati: “Abbiamo l’autorizzazione a svolgere un compito ma non ci viene concesso di metterlo in atto”, ha detto Genuario Pellegrino, presidente di Federpol, la Federazione italiana istituti investigazioni-informazioni-sicurezza, senza nascondere l’insofferenza per norme che rischiano di limitare l’attività di investigazione (consentita per gli 007 privati solo sulla base di un incarico conferito per iscritto da un difensore o da un altro soggetto).

 ”Tuttavia siamo qui, abbiamo partecipato al tavolo che ha elaborato il Codice e siamo pronti ad applicarlo”. Al convegno hanno partecipato anche gli altri soggetti che hanno sottoscritto il Codice: l’Associazione italiana giovani avvocati, l’Organismo unitario avvocatura italiana, l’Unione avvocati europei, l’Unione camere penali italiane, l’Unione nazionale camere civili e l’Associazione italiana professionisti della sicurezza.

Svolta di Apple: “Addio al MacWorld”

Posted by admin On dicembre - 17 - 2008 ADD COMMENTS

macworldA gennaio l’ultima fiera annuale: “Ormai è parte marginale del marketing”. Jobs non ci sarà. Secondo gli analisti l’azienda è costretta a tagliare pubblicità

NEW YORK
Quello in programma il prossimo gennaio è l’ultimo MacWorld, la fiera annuale in cui vengono annunciate le novità dal mondo Apple. L’ultimo raduno di appassionati è previsto al Moscone Center di San Francisco tra 5 il 9 gennaio.

Seve Jobs, numero uno della società di Cupertino, a cui solitamente è affidato il discorso d’apertura della conferenza non parteciperà all’evento, lasciando la parola a Philip Schiller, vice direttore generale del marketing di Apple. Apple ha spiegato che la partecipazione alle fiere è diventata ormai una parte marginale del proprio marketing. La società infatti raggiungerebbe molti piùclienti attraverso forme innovative di distribuzione, come il suo negozio Internet, visitato in media da 3,5 milioni di persone alla settimana. Secondo gli analisti, tra le ragioni ci sarebbe anche la necessità di utilizzare in modo oculato le risorse per il marketing dei prodotti durante questo periodo di crisi economica.

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