Obama: “Truppe via da agosto 2010″ E scoppia l’applauso dei soldati
L’annuncio ufficiale è stato dato dal presidente durante il viaggio a Camp Lejeune, in Nord Carolina, dove si trova un centro d’addestramento dei marines impiegati sia in Iraq sia in Afghanistan
Barack Obama ha confermato le indiscrezioni sul piano per il ritorno delle truppe Usa dall’Iraq. In particolare il presidente americano ha confermato che soldati resteranno nel Paese del Golfo tra i 35 e i 50mila dopo il 31 agosto 2010, data entro cui sarà completato il ritiro delle truppe da combattimento.
 “L’Iraq non è ancora sicuro“, ha detto Obama. Una cifra non gradita dalla speaker della Camera, Nancy Pelosi, che aveva suggerito di precedere la permanenza di 15mila uomini al massimo. Il ritiro completo delle truppe Usa dall’Iraq avverrà entro il 31 dicembre 2011.
 Per annunciare la fine della guerra in Iraq Obama ha scelto di essere in mezzo ai soldati americani, in una comune base militare della Carolina del Nord. Obama è sceso in mezzo alle truppe, le ha lodate in spirito bipartisan, le ha ringraziate per il sacrificio in difesa del popolo iracheno e ne ha addirittura citato il motto come uno di loro.
 ”Voglio essere molto chiaro: abbiamo mandato le nostre truppe per scalzare il regime di Saddam Hussein e avete portato a termine il vostro lavoro”, ha detto Obama prima di essere interrotto dal boato delle centinaia di soldati radunatisi per ascoltarlo. “Abbiamo mantenuto la nostra presenza nel Paese per consentire la nascita di un governo sovrano, e anche quella missione è stata portata a termine. Adesso lasciamo al popolo iracheno una opportunità costruita a fatica di vivere una vita migliore, e quell’occasione esiste grazie al lavoro delle forze americane”.
 Un discorso da Comandante in Capo che richiamava al successo come il “missione compiuta” pronunciato da Bush nel 2003, ma dopo sei anni di guerra e circa 4.300 morti americani alle spalle. I soldati hanno acclamato Obama come con il suo predecessore, nonostante la distanza abissale tra i due, che però il neo presidente non ha mai citato. Il nome di Bush non è mai stato pronunciato così come Obama ha messo da parte le polemiche degli ultimi anni dando invece atto ai soldati che si sono fatti carico della situazione.
 Le ostilità in Iraq finiranno dunque il 31 agosto del 2010. “Lasciamo l’Iraq alla sua gente”, ha detto il presidente lodando gli iracheni che, ha detto, “sono una grande nazione e sono sopravvissuti ad una tirannia”. Â
 ”Avete superato la violenza settaria e la mancanza di sicurezza personale”, ha detto il presidente rivolto agli iracheni, che però convivranno ancora a lungo con i soldati americani. Il ritiro definitivo avverrà infatti ben oltre l’agosto del prossimo anno, e cioè alla fine del 2011, come previsto dagli accordi con il governo di Baghdad. Sul territorio iracheno resteranno tra i 35.000 e i 50.000 soldati statunitensi (compresi i droni, gli aerei da perlustrazione senza pilota), ufficialmente per addestrare esercito e polizia e “lasciare l’Iraq alla piena responsabilità degli iracheni”.
 AFGHANISTAN
Gli Stati Uniti non desiderano mantenere una presenza militare “a lungo termine†in Afghanistan, nonostante la loro decisione di inviare prossimamente truppe supplementari nel paese asiatico: lo ha dichiarato il presidente Barack Obama in un’intervista televisiva.












