Crisi ucraina, via al vertice Nato in Galles

verticenatogallesA Newport i membri dell’Alleanza pronti a fare i conti con le possibili conseguenze di un’escalation militare. La Russia dispone di 845mila soldati
La Nato oggi si trova di fronte a un vertice cruciale per la crisi ucraina, di fronte a Mosca che, come hanno sottolineato funzionari dell’Alleanza a Newport non è più un partner, e dovrà elaborare una strategia di lungo termine per rendere sicura l’Europa con questa Russia. Una strategia che ovviamente non è solo militare, ma anche politica e che affronta temi delicati come le spese militari dei singoli Paesi, in un momento di crisi economica. Le forze in campo, sulla carta, sono impressionanti: la Federazione russa dispone di una potenza militare di ben 845mila soldati, di oltre 2.500 carri armati, 2.800 blindati, 5.400 pezzi d’artiglieria e di 5.600 aerei fra caccia e bombardieri. La Nato può rispondere virtualmente con un totale globale ipotetico di 3,3 milioni di uomini, ma solo mettendo insieme le forze armate dei 28 Paesi membri, Usa e Canada compresi. Le forze in campo Ma per quanto riguarda lo scacchiere della crisi ucraina, al netto degli uomini di Kiev che stanno combattendo sul campo ma che non fanno parte della Nato, l’alleanza può arrivare a 267mila soldati: una cifra anch’essa puramente ipotetica ottenuta sommando le truppe operative dei singoli Paesi membri della Nato a ridosso dell’Ucraina, con a disposizione poco più di seicento aerei in totale. Questo senza considerare le forze della Repubblica ceca e, soprattutto, gli oltre cinquecentomila soldati di cui dispone la Turchia, che per ora nella crisi ucraina e nel confronto con la Russia appare piuttosto defilata. Nelle basi Nato in Europa sono poi schierati circa 66mila soldati americani. Le esercitazioni degli ultimi mesi Ma a dare un’immagine concreta dell’impegno profuso finora concretamente dai due schieramenti restano due esercitazioni compiute nei primi sei mesi dell’anno: le “grandi manovre” congiunte dell’Alleanza atlantica denominata “Spring Storm” dello scorso maggio nei Paesi baltici che coinvolse seimila soldati da vari Paesi, a fronte di “Emergency War Games”, quella messa in scena dalla Mosca a ridosso dei confini baltici e ucraini in febbraio ne aveva invece schierati 150mila. In questo scenario in marzo il premier polacco Donald Tusk chiese alla Nato di dispiegare in modo permanente, per contenere l’aggressività russa, diecimila militari: un’ipotesi che la cancelliera tedesca Angela Merkel ha liquidato la scorsa settimana da Vilnius. Ipotesi nuove basi nell’est Europa Dunque per cercare di rafforzare le sue posizioni, la Nato a Newport ha intenzione di varare cinque nuove basi in altrettanti Paesi dell’Est europeo, definirne i contingenti e, soprattutto, decidere l’entità della nuova Forza di intervento rapido. Ma sul piatto del vertice gallese non ci saranno solo strategie di contenimento e di deterrenza ed è probabile che si riparlerà di budget militari dei Paesi membri, molti dei quali alle prese con la recessione economica: le spese militari della Nato sono pari a livello globale a circa 870 miliardi di dollari, ma si va dagli Stati Uniti che per la Difesa ogni anno spendono oltre il 4% del loro Pil a Paesi come l’Italia, che non arriva all’1 per cento. Nel complesso le spese militari tra i membri della Nato sono calate del 10% circa dal 2012, mentre la Russia di dollari per le forze armate quest’anno ne ha spesi 78 milioni e gli esperti prevedono che arriverà entro il 2016 a quasi cento milioni.

fonte: Rainews24

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