L’Arabia Saudita supera l’India: è il primo importatore di armi al mondo nel 2014

arabAll’interno dell’Opec, cartello dei Paesi produttori di petrolio, i sauditi sono riusciti a imporre ai riottosi Venezuela e Iran il taglio del prezzo del greggio che ha portato a uno storico ribasso i cui effetti si vedono in questi mesi. Una mossa, hanno detto molti, che serviva a sfidare gli Stati Uniti rivingoriti e indipendenti a livello energetico grazie alla produzione di shale gas.

Nel frattempo Riad ha continuato a rafforzarsi sul piano militare. Nei mesi che hanno preceduto la storica decisione del novembre scorso, l’Arabia Saudita è infatti diventato il primo importatore di armi al mondo nel 2014 e ha così superato l’India, secondo un rapporto del gruppo di esperti Ihs Janes, sede a Londra, sul traffico mondiale di armi.
Riad ha infatti speso 6,5 miliardi di dollari per l’acquisto di armi lo scorso anno, il 54 per cento in più rispetto al 2013, mentre l’India ne ha spesi 5,8 miliardi. In generale, le importazioni di armi nel mondo sono aumentate nel 2014 del 52 per cento, arrivando a 9,8 miliardi di dollari. In testa alla classifica dei paesi esportatori figurano invece gli Stati Uniti, che gestiscono un terzo del traffico a livello planetario per un guadagno di oltre 21 miliardi di dollari, e che, secondo il rapporto, sono stati anche i maggiori beneficiari della crescita dei commerci. Gli Usa hanno esportato armi in Medio Oriente per un valore di 8,4 miliardi di dollari nel 2014, dai 6 miliardi del 2013.

L’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi hanno importato insieme 8,7 miliardi di dollari di materiale bellico, più del valore delle importazioni di armi dell’intera Europa occidentale. L’Arabia Saudita, secondo David Cortright, direttore dell’Istituto di Studi internazionali di Pace dell’Universitè di Notre Dame, sta rafforzando il suo arsenale bellico nel timore di una svolta «geopolitica» in Medio Oriente nell’ambito delle alleanze tra gli Stati Uniti e altri paesi arabi nella guerra contro lo Stato islamico. Riad teme inoltre che un accordo sul nucleare tra l’Iran e il gruppo dei 5+1 (i cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza più la Germania) possa creare nuove opportunita’ per lo sviluppo economico del paese rivale (che in caso di un accordo non sarebbe piu’ sottoposto alle sanzioni occidentali) e minacciare i suoi rapporti con Washington.

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