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Ecco come cambia la Costituzione

aulaIl ddl riforme presentato dal ministro Boschi passa alla Camera con 357 sì Il testo torna al Senato tra tre mesi per poi approdare di nuovo a Montecitorio
Con 357 sì, 125 no e 7 astenuti l’Aula della Camera dà il via libera al disegno di legge presentato dal ministro per le Riforme Maria Elena Boschi che consegna alla storia il bicameralismo perfetto e il Senato elettivo.

Questa è la principale novità della riforma, che comunque dovrà essere sottoposta a ad altri due passaggi parlamentari: uno al Senato e un altro alla Camera. Tra le altre misure, la rivisitazione degli equilibri di competenza tra Stato e Regioni, la modifica del Titolo V così come uscito dal Referendum del 2001 e l’abolizione del tanto contestato Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro.
Ora, come detto, il testo dovrà tornare al Senato (dove fu approvato in prima lettura nell’agosto dello scorso anno): l’Aula di Palazzo Madama dovrà esprimersi soltanto sulle parti modificate dalla Camera. Al voto del Senato si succederanno altri due voti su testo identico, senza modificarlo, ma dando un’approvazione o bocciatura a maggioranza assoluta, da parte delle Camere, dopo tre mesi.
Si delinea, inoltre, un referendum confermativo, come previsto dalla Costituzione su richiesta di un quinto dei componenti della Camera, oppure di cinque consigli regionali o ancora di cinquecentomila elettori. Questa ipotesi è pressoché sicura stante il fatto che il testo non sarà approvato con la maggioranza qualificata dei due terzi. E il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha già da qualche mese cominciato a «cavalcare preventivamente» la consultazione popolare come definitivo suggello degli italiani alla sua proposta di riforma.

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