Intercettazioni, Renzi vuole far fuori Delrio. Ecco come

delrioChe tra Matteo Renzi e Graziano Delrio i rapporti si siano già da tempo logorati è cosa nota. La novità, emersa dalle intercettazioni dell’inchiesta Grandi Opere pubblicata dal Tempo, è che il premier sta seriamente pensando di fare fuori il suo, ormai ex, braccio destro. Il 26 marzo marzo dell’anno scorso Giulio Burchi, indagato, parla con Cinzia Gelati, responsabile dei rapporti con la stampa della società Metropolitana Milanese Spa che chiede all’imprenditore chi sia Raffaele Tiscar: “Era uno che era in Compagnia delle Opere … fiorentino … assessore a Firenze …”, risponde l’indagato. “Adesso è vicesegretario generale a Palazzo Chigi… l’hanno messo a fare il vice di Bonaretti perché Renzi vuol far fuore Delrio e Bonaretti”. Gelati: “E’ quello lì di Reggio Emilia … Bonaretti”. Burchi: “Sì… un cretino”. Gelati: “Va bè”. B: “Un cretino assoluto”.

C’eravamo tanto amati – Il premier più attento all’effetto annuncio e alla velocità dell’agire, l’altro più riflessivo e – soprattutto – ossessionato dalla questione dei conti e della loro quadratura: difficile dire quando i rapporti tra Renzi e Delrio i due hanno cominciato a logorarsi, ma sono in molti a far risalire la questione alla nomina di Antonella Manzione, ex capo dei Vigili Urbani di Firenze, a capo del dipartimento Affari Giuridici di Palazzo Chigi, in pratica il luogo dove vengono vistati tutti i decreti in partenza per il Consiglio dei Ministri e dunque destinati all’approvazione. Manzione, si legge sul Fatto Quotidiano, sarebbe invisa a Mauro Bonaretti, per otto anni braccio destro di Delrio come direttore generale del comune di Reggio Emilia e oggi segretario generale di palazzo Chigi. Da parte sua la Manzione non avrebbe mai digerito le critiche feroci di Bonaretti sulla sua inadeguatezza rispetto al ruolo che Renzi le voleva assegnare e che ora lei, in qualche modo, stia cercando di far capire che l’inadeguato è invece proprio lui. Schermaglie tra i due “gregari” che hanno finito per coinvolgere Renzi e Delrio. Una situazione che a detta degli osservatori parlamentari starebbe diventando insostenibile. Ecco allora l’idea del premier: spedire Delrio al ministero delle Infrastrutture e sostituirlo a Palazzo Chigi con il fedelissimo Luca Lotti.

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