“Abolite l’ora legale, sconvolge i nostri ritmi”: l’appello degli scienziati

orologioUn gruppo di cronobiologi scrive al Parlamento europeo: lo stress cronico sarebbe uno dei costi pesanti in termini di salute
UN INTERO continente che sposta le lancette indietro di un’ora – come è avvenuto stanotte – è un intero continente che mette a rischio la propria salute.
È il monito di un gruppo di esperti di ritmi biologici, che rivolgono un appello al Parlamento europeo, chiedendo l’abolizione dell’ora legale. Si tratta di un orario artificiale, spiegano, a cui il nostro organismo non può in nessun modo adattarsi. E le conseguenze possono durare fino a sette mesi, cioè fino al momento del ritorno all’ora solare. Il documento presentato in Europa è stato stilato dagli esperti della European society for biological rithms (Esbr) e ha un titolo eloquente: “Evidence – based approach to evaluating Daylight Saving Time (DST): The relevance to our Biological Clock”, cioè “Una valutazione dell’ora legale basata sulle prove: l’influenza sul nostro orologio biologico”. Ma non contiene niente di davvero nuovo. O meglio, contiene i risultati delle ricerche scientifiche di anni, ormai acquisiti pacificamente dalla comunità scientifica.

Per esempio spiega che i ritmi dei nostri orologi biologici dipendono dai nostri geni, perciò sono strettamente personali: così tra noi ci sono i cosiddetti gufi, cioè quelli che vanno a letto tardi, le allodole, che vanno a dormire presto e cominciano presto la giornata, e un sacco di gente che si posiziona nel mezzo, ma ciascuna a modo suo. Però la nostra vita sociale deve necessariamente sincronizzarci tutti, per permetterci di convivere al lavoro, nelle città, con la vita collettiva, e in questo modo finisce per forzare qualcuno, imponendogli ritmi che non sono i suoi. Nasce così il jet lag sociale.

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