TUNISIA, IN PIAZZA CONTRO IL TERRORISMO: MIGLIAIA DI PARTECIPANTI, SCOPERTA STELE COMMEMORATIVA

tunisiMigliaia di persone si sono riversate in strada a 11 giorni dalla strage del Museo del Bardo per ribadire che vogliono continuare il cammino democratico iniziato con la caduta di Ben Ali e dire no al terrorismo. Presenti decine di leader mondiali, da Matteo Renzi al palestinese Mahmoud Abbas

E’ la giornata della grande marcia della Tunisia contro il terrorismo. A 11 giorni dall’attacco al museo del Bardo le vittime sono diventate purtroppo 22 perché è morta anche Huguette Dupeu, una donna francese rimasta ferita in quel tragico 18 marzo. 100 mila, invece, le persone che hanno deciso di scendere in strada per difendere la libertà conquistata della Tunisia post Ben Ali con cartelli e striscioni il cui messaggio è “noi restiamo in piedi”. Al termine del percorso, cui hanno partecipato i leader di tutto il mondo, è stata scoperta una stele commemorativa al Museo del Bardo.

Museo del Bardo, i cartelli: Je Suis Giuseppina, Je Suis Orazio
Per ricordare le vittime, comprese quelle italiane, al Museo del Bardo sono comparsi i cartelli con i nomi di chi ha è rimasto ucciso lo scorso 18 marzo.

Renzi: “Non lasceremo sola la Tunisia”
Alla sua seconda visita in Tunisia – era stata la sua prima uscita internazionale un anno fa – Matteo Renzi rende omaggio alle vittime ma anche al lungo lavoro intrapreso dal Paese per raggiungere un equilibrio politico tra principi dell’Islam e democrazia, per fare crescere i semi della Primavera Araba: “L’Italia – ha detto – è accanto alla Tunisia, non la lasceremo sola di fronte al terrorismo”.

Boldrini: “Siamo qui per sostenere la Tunisia”
“Siamo qui per solidarieta per commemorare le vittime ma soprattutto per rafforzare la democrazia tunisina – ha detto il presidente della Camera Laura Boldrini – è stata una marcia bellissima con una grande partecipazione popolare”.

Il percorso
La manifestazione dei cittadini è partita da Bab Saadoun. Il corteo dei capi di Stato e di governo, guidato dai leader tunisini – il presidente Beji Caid Essebsi e il premier Habib Essid – ha lasciato il Parlamento di Tunisi, diretto verso il museo del Bardo che si trova a pochi centinaia di metri dal luogo simbolo della nuova democrazia. Intanto tutto il corteo delle autorità tunisine e straniere si è unito alle migliaia di persone in piazza. Anche Renzi, nonostante la ressa, è riuscito a farsi strada tra la folla e ad arrivare al Museo del Bardo per la cerimonia dell’inaugurazione della stele commemorativa, riservata alle sole autorità.

Le misure di sicurezza
Sono imponenti le misure di sicurezza intorno al Parlamento tunisino e al museo del Bardo: cecchini sui tetti, agenti armati intorno agli edifici e agenti in borghese che controllano le strade interne. Gl ielicotteri hanno monitorato il corteo.

Per l’Italia Matteo Renzi e Laura Boldrini
Sono tantissimi i leader mondiali arrivati a Tunisi per portare il sostengo della comunità internazionale al Paese ancora profondamente scosso da quel 18 marzo di sangue. Per l’Italia ci sono il premier Matteo Renzi e la presidente della Camera Laura Boldrini. Doveva essere presente anche il sindaco di Torino Piero Fassino ma un malore gli ha impedito di raggiungere la capitale tunisina.

Decine di leader mondiali
C’è il presidente Hollande per la Francia e accanto a lui il palestinese Mahmoud Abbas, il polacco Bronislaw Komorowksi e il presidente del Gabon Ali Bongo Ondimba. Tra i capi di governo sono presenti l’algerino Abdelmalek Sellal, il belga Charles Michel, il libico Abdullah al Thani (espressione della Camera dei rappresentanti di Tobruk), il vicepresidente del Consiglio del Bahrein, Khalid bin Abdullah al Khalifa e il presidente del Consiglio degli Stati svizzero, Claude Heche. E ancora: il presidente del Parlamento arabo Ahmed Mohammed al Jarouane e il presidente dell’Assemblea nazionale del Kuwait, Mubarak al Khurainej, il vicepresidente del parlamento europeo Ramon Luis Calcarcel Siso e il rappresentante dell’Assemblea nazionale marocchina Ahmed Touhami, il ministro degli Esteri della Spagna José Manuel Garcia-Margallo, il ministro dell’Interno tedesco Thomas de Maiziere, il viceministro degli Esteri egiziano Abdul Rahman Salah, il ministro dell’Interno giordano Hussein Majali, il ministro della Cultura del Qatar Abdelaziz al Kawari, il ministro della Cultura degli Emirati Arabi Uniti, Nahyan ben Mubarak al Nahyane e il direttore del gabinetto di presidenza dell’Iraq Nassir al Ani.

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