admin/ Gennaio 8, 2009/ home-prima, Informa/ 0 comments

gas02gInterrotti i rifornimenti all’Ucraina. E anche l’Italia è fra i paesi a rischio

 

KIEV: L’Europa resta a secco senza le forniture di gas russo che provengono dall’Ucraina. La notizia, annunciata da un portavoce di Naftogaz, è stata confermata dalla Romania, dalla Russia e dalla Repubblica Ceca nonchè dalla Commissione Europea. Ma Gazprom si affretta a chiarire: “È stata l’Ucraina a tagliare le forniture”. Quindi, il leader russo Putin ha ordinato lo stop totale del flusso di gas verso l’Ucraina. Si complica così la nuova ’puntatà della guerra del gas tra Russia e Ucraina mentre l’Europa resta a guardare con il fiato sospeso. Dopo l’annuncio di Naftogaz, Kiev si è detta disponibile a trattare e quindi a riprendere le trattative dichiarandosi inoltre d’accordo sul pagamento di 201 dollari ogni 1.000 metri cubi di gas. In questo modo, ha così respinto la proposta russa di 450 dollari ogni 1.000 metri cubi. Per sbloccare l’impasse, e assicurare all’Europa l’approvigionamento necessario, la Ue ha proposto di inviare osservatori in Ucraina per misurare il flusso di gas proveniente dalla Russia. 

E ha chiesto quindi l’immediata ripresa delle forniture. Sulla stessa linea anche l’Aie che giudica il taglio “inaccettabile, considerato che – ha aggiunto – i clienti europei non hanno alcuna parte in questo contenzioso”. Anche gli Stati Uniti sono intervenuti per esprimere il loro “rammarico” per la situazione. Quanto all’Italia, In Italia, l’ad di Eni Paolo Scaroni ha fatto sapere che la situazione italiana è migliore rispetto a quella di altri paesi Ue. Ad ogni modo, il ’cane a sei zampè ha comunicato che da stamane, alle ore 01.00, il flusso di gas dalla Russia ha fatto registrare uno stop. E quindi, ha reso noto il Ministero dello Sviluppo Economico, il nostro paese sta attingendo alle scorte e sta aumentando gli approvigionamenti dagli altri paesi. Per fare il punto della situazione, domani si riunirà il Comitato di emergenza.

Secondo le associazioni dei consumatori, arrivati a questo punto, bisogna accelerare sui gasdotti e i rigassificatori diversificando “al massimo” i paesi fornitori. E in Parlamento, arriva l’ok per l’insediamento di commissari straordinari allo scopo di garantire iter veloci e certi allo sblocco di infrastrutture energetiche ’made in Italy’. Il riferimento è alle riserve in Alto Adriatico, e un emendamento ad hoc al dl anti-crisi avrebbe proprio questo obiettivo. 

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