Rossi stritola pure Marquez: saprà reagire o crollerà come gli altri?

Dopo Biaggi, Gibernau, Stoner e Lorenzo, anche Marc deve inchinarsi nel corpo a corpo contro Rossi. Lo spagnolo della Honda ora è chiamato alla prova più dura: riuscire non essere ...leggi

Giunta Pace, il Tar rinvia?

Oggi l’udienza sul ricorso firmato dall’Ulivo PESCARA. Potrebbe slittare al 20 febbraio l’udienza con cui il Tar dovrà decidere come far rispettare la sentenza di annullamento delle elezioni regionali. Il dibattimento sul nuovo ricorso presentato dal centrosinistra era in programma per la mattinata di domani, ma è facile che slitti al 20 febbraio per motivi tecnici. Il ricorso, che chiede l’ottemperanza della sentenza del Tar, è stato motivato – spiegano nel centrosinistra – dall’atteggiamento di molti assessori e del presidente Pace, che nonostante lo scioglimento della settima legislatura determinata dal Tar a causa delle presenza fondamentale ma al tempo stesso “inquinante” del senatore Rocco Salini, hanno continuato e continuano a lavorare fregiandosi delle cariche regionali. E potrebbe slittare al contempo anche la decisione del Consiglio di Stato di sospendere la sentenza del Tar, fissata secondo le voci di corridoio per il prossimo 19 febbraio ma di cui non è stata ancora data notizia alle parti. La notifica, solitamente, viene recapitata almeno due settimane prima della data prescelta. E se sul fronte giudiziario i tempi sembrano diluirsi, sul piano politico c’è da registrare una decisa virata compiuta dai Democratici di sinistra. Ieri pomeriggio infatti si è riunito il coordinamento politico della Quercia, ed il segretario Enrico Paolini ha detto a chiare lettere di voler “separare la crisi istituzionale da quella politica”. “Ormai si deve agire su un doppio binario” ha detto Paolini di fronte allo stato maggiore dei suo partito, “su quello istituzionale non siamo disposti a trattare: sulle regole non c’è mediazione, come ha detto Fassino non solo è giusto che chi si sia macchiato di un grave reato non possa governare una Regione, ma non dovrebbe neppure sedere in Senato”. Parallelamente, ha detto poi Paolini, “c’è una crisi politica che va al di là di quella istituzionale. Abbiamo un presidente decaduto ed una ex maggioranza che non hanno voluto approvare il bilancio”. In questa fase Paolini individua una priorità su chi debba gestire una fase di transizione: “Se Giovanni Pace o Antonio Falconio. Giuristi come Marcello Russo in questi giorni hanno fatto marcia indietro, ammettendo che il vuoto istituzionale esiste: ma individuato chi e come dovrà colmare questo vuoto, la gestione che è compito della giunta non può restare senza il controllo del Consiglio regionale”.

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