admin/ Settembre 29, 2008/ Cronaca, Informa, Politica/ 0 comments

22 febbraio 2002 Roma Francesco Cossiga sollecita il Capo dello Stato e il ministro Castelli a concedere la grazia a Ovidio Bompressi e rinnova la sua richiesta di analogo passo nei confronti di Adriano Sofri. “Mi unisco ai colleghi senatori Boco e Cortiana e a chi ha preso analoga iniziativa – dice Cossiga – nel chiedere al presidente della Repubblica e al ministro della Giustizia la concessione della grazia a Ovidio Bompressi, così come rinnovo la richiesta, a suo tempo da me pubblicamente formulata, per la concessione della grazia a Adriano Sofri”. “Nel far questo – aggiunge Cossiga – ribadisco la mia commossa ammirazione per il Commissario di PS Luigi Calabresi, integerrimo servitore dello Stato che, per aver combattuto nel rispetto delle leggi e con spirito di leltà il terrorismo, fu vilmente assassinato. Rinnovo la mia solidarietà alla sua cara vedova e ai suoi cari figli”. – Per Bobo Craxi, che nei giorni scorsi era stato nel carcere di Pisa perb incontrare Sofri, “la scarcerazione di Bompressi per ragioni umanitarie dovrebe indurre a decisioni impegnative e significative per chiudere un capitolo della nostra storia, concedendo la grazia ad Adriano Sofri e spingendo per un provvedimento di generale indulto”. – “Non posso non esprimere il mio rammarico sul fatto che il provvedimento, sicuramente positivo, arrivi così tardi, e cioè dopo il terzo episodio di ischemia”. Così il diessino Luigi Berlinguer. “Certamente il ritardo ha nociuto – aggiunge Berlinguer – alla salute. Perché si è dovuto attendere tanto, visto che i segni dell’aggravamento erano palesi? Mi auguro che su tutta la vicenda il comportamento futuro sia improntato a ragioni di maggiore umanità e saggezza”. – “Eravamo stati facili profeti nel prevedere una conclusione drammatica per la nuova carcerazione di Ovidio Bompressi”. Lo hanno dichiarato Franco Corleone e Silvio di Francia per la campagna “Un digiuno contro l’oblio”. “Ciò è puntualmente accaduto anche se con conseguenze piùgravi e pericolose di quanto noi stessi temessimo. Siamo ancora preoccupati per lo stato fisico di Ovidio Bompressi. Fin d’ora proclamiamo che questa scarcerazione non può significare né la sospensione della procedura d’esame della richiesta di grazia, tanto meno solo una pausa per un futuro reingresso in carcere. Per quanto ci riguarda il digiuno continua”.

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