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Banche, allarme Ue: valutare l’ipotesi della nazionalizzazione

tremonti01g”Prevedere garanzie per detentori di bond”  Lo sostiene la Commissione nella bozza sulle nuove linee-guida per gestire gli asset tossici e deteriorati degli istituti che sarà approvata mercoledi. Tremonti: bisognava nazionalizzarle fin dall’inizio della crisi 

I governi valutino, ove necessario, la possibilita’ di nazionalizzare le banche colpite dalla crisi. E’ quanto sostiene la Commissione europea nella bozza sulle nuove linee-guida per gestire gli asset tossici e deteriorati che, salvo sorprese, sara’ approvata mercoledi’, i cui contenuti AKI-ADNKRONOS International e’ in grado di anticipare.

Nel quadro della condivisione degli oneri, si potrebbe considerare “l’opzione della nazionalizzazione”, si legge nel documento. I prerequisiti per minimizzare i rischi, sottolinea la Commissione, prevedono “la piena trasparenza ex-ante e la rivelazione degli asset deteriorati delle banche scelte a godere dell’aiuto, sulla base di un’adeguata valutazione, certificata da esperti indipendenti e convalidata da un’autorita’ di supervisione del settore. Questa rivelazione degli asset deteriorati dovrebbe avvenire prima dell’intervento del governo”. “Una volta che gli asset sono stati valutati nel modo appropriato e sono state identificate le perdite che porterebbero ad una situazione di insolvenza senza l’intervento dello stato, la banca dovrebbe essere messa in amministrazione controllata o liquidata, secondo la legge nazionale e comunitaria”.

In queste situazioni, prosegue Bruxelles, “per preservare la stabilita’ finanziaria e la fiducia, potrebbe essere appropriato prevedere delle garanzie o delle protezioni per i detentori di bond” ma “dove cio’ appare sconsigliabile per questioni di stabilita’ finanziaria, la banca potrebbe beneficiare di aiuti sotto forma di garanzia o di acquisto di asset limitato allo stretto necessario per continuare ad operare per il periodo necessario a trovare un piano o per la ristrutturazione o per la liquidazione”.

“Bisognava nazionalizzare le banche fin dall’inizio della crisi. Questo avrebbe avuto un effetto-fiducia. Poi si sarebbe potuto riprivatizzarle. Farlo ex post significa perdere un sacco di soldi e forse peggiorare la crisi”. Lo ha detto Giulio Tremonti, ministro dell’Economia, nel corso del suo intervento a un convegno, tenutosi oggi a Cremona, sulla globalizzazione, riferendosi alla nazionalizzazione di Citigroup.

Tremonti ha poi ricordato che “Berlusconi ha infranto un tabu’: quello della nazionalizzazione delle banche. Ma non si riferiva a quelle italiane”, ha sottolineato il ministro. Sulla nazionalizzazione degli istituti bancari, Tremonti, ha spiegato che “era il caso di fare scelte piu’ radicali e non fare le cose un po’ alla volta”. Sulla presenza degli Stati nel capitale degli istituti, il ministro dell’Economia ha detto che “ai governi stare nelle banche nuoce gravemente alla salute e nuoce anche alla salute del potere democratico”.

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