admin/ Marzo 4, 2009/ home-prima, Politica/ 0 comments

epifani_bonanni0gI sindacati fanno muro contro l’ipotesi di innalzare l’eta’ pensionabile per le donne del pubblico impiego a 65 anni. E l’incontro tra Governo e parti sociali sulla crisi economica, gia’ convocato nel pomeriggio a palazzo Chigi, si preannuncia in un clima difficile. Compatti nel dire ‘no’ sono i leader di Cgil Guglielmo Epifani e di Cisl Raffaele Bonanni mentre da parte della Uil, Domenico Proietti fa sapere che la confederazione di via Lucullo “e’ pronta ad iniziare una discussione con il Governo, che per inciso fino ad ora non c’e’ stata, per affrontare i problemi aperti dalla sentenza della Corte di Giustizia Europea sull’eta’ pensionabile delle donne nel pubblico impiego”. Il sindacalista suggerisce la possibilita’ che l’uscita dal lavoro a 65 anni avvenga su base volontaria.

 

Non lascia margini di trattativa, invece, il segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni: “Non siamo d’accordo per ragioni di metodo e di merito. Per la Cisl – spiega – e’ inammissibile che su un tema delicato come quello delle pensioni, il Governo abbia deciso unilateralmente, senza aprire un confronto con il sindacato, come si e’ sempre fatto per tutti gli interventi sulla previdenza”. “Quanto al merito- prosegue Bonanni- si tratta di una decisione sbagliata che ci riporta indietro negli anni, introducendo criteri di accesso differenziati alla pensione di vecchiaia per le lavoratrici pubbliche rispetto a quelle private”. Va giu’ duro anche il segretario generale della Cgil: “E’ un momento di crisi – ha detto Epifani – innalzare l’eta’ pensionabile in questa fase, proposta che per ora riguarda il settore pubblico, ma non e’ escluso possa essere estesa anche al privato, vuol dire caricare i costi della crisi due volte sul mondo del lavoro e tre volte sulle donne lavoratrici. Esprimo per questo un dissenso forte nel merito e nel metodo”.

 

A gettare acqua sul fuoco delle polemiche, il Ministro del Welfare Maurizio Sacconi: “Non vi e’ nessuna bozza pronta per l’Ue, il tema dell’innalzamento dell’eta’ pensionabile delle donne deve essere un tema da affrontare in sede di Consiglio dei ministri” ha detto precisando che “non e’ stato deciso nulla, solo contatti con l’Unione Europea per vedere quali sono gli spazi decisionali”. “In un contesto di crisi economico-sociale non si aggiunge incertezza su incertezza”, ha concluso. Infine, Emma Marcegaglia invita a rompere gli indugi e a mettere mano alle necessarie riforme strutturali. La crisi, cioe’, deve essere l’occasione per togliere le “incrostazioni” del sistema Italia.

(AGI)

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