admin/ Marzo 8, 2009/ Politica/ 0 comments

abusE’ annunciato per venerdì prossimo il piano straordinario per la casa del governo. “Venerdì faremo il provvedimento” sul piano casa che avrà “effetti straordinari” sulla edilizia ma che non permetterà abusi dice Berlusconi. “Saranno le singole Regioni – ha aggiunto – che dovranno valutarlo: serve per smuovere l’economia e in particolare l’edilizia da sempre ferma e impastoiata da mille burocratismi”.

Ma non ci saranno rischi di abusi edilizi? “No – ha risposto Berlusconi – perché tutto quello che si farà è in aderenza e in continuazione di case esistenti, quindi nelle zone che sono previste dal piano regolatore e con una vidimazione sotto responsabilità dei progettisti”. Insomma, ha proseguito il premier, “significa soltanto dare a chi ha una casa, e nel frattempo ha ampliato la famiglia perché i figli si sono sposati e hanno dei nipotini, la possibilità di aggiungere una stanza, due stanze, dei bagni, con i servizi annessi alla villa esistente”. Quanto agli effetti che il piano avrà sull’economia e sull’edilizia, il Cavaliere è apparso particolarmente ottimista: “Penso che sull’edilizia – ha spiegato -, a sentire i responsabili del settore e i costruttori, possa avere effetti straordinari”.

“L’idea di Berlusconi sarebbe devastante per le nostre città. Le due sanatorie dell’abusivismo dei precedenti governi Berlusconi fanno capire bene quanto il presidente del Consiglio abbia a cuore la bellezza, l’ordine e la vivibilità di questo nostro paese. La proposta del premier sarebbe iniqua e devastante per l’equilibrio delle città,speriamo resti solo un annuncio come tanti altri” dice a caldo Ermete Realacci, responsabile ambiente del Partito democratico.

E, quasi immediati, arrivano i “no” di molti presidenti di Regione. Il presidente della Regione Emilia-Romagna, nonché della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, che si dice “stupito e preoccupato dalle indiscrezioni giornalistiche, dalle quali emergerebbe una iniziativa centralista tesa a superare l’attuale ordinamento con rischi evidentissimi di produrre gravi effetti sull’assetto del territorio. Non è questa la strada giusta – dice Errani – una cosa è costruire corretti percorsi di semplificazione dentro regole certe, altro è destrutturare le forme di governo dell’edilizia. Ad esempio, dare la possibilità a chiunque di proporre ampliamenti del 20% del volume degli edifici esistenti, con una semplice autocertificazione, avrebbe conseguenze oggettivamente molto negative. Chiedo vi sia un confronto vero e serio su questa materia, nel pieno rispetto delle competenze dei vari livelli istituzionali, a partire da quello comunale”.

Dal canto suo il presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando, sottolinea che “è difficile commentare una idea che non è ancora un provvedimento e che non è ancora del tutto comprensibile. Resta il fatto che l’unico provvedimento fatto da questo Governo per l’edilizia è stato tagliare i 550 milioni per quella pubblica stanziati dal governo Prodi. Penso anche io che rilanciare l’edilizia sarebbe un volano utile e veloce, ma bisognerebbe ripartire appunto da quella pubblica, per la quale stanno investendo Regioni e Comuni. Non dimentichiamo che questo è il Paese dei disastri ambientali, dei condoni e dell’abusivismo e che le competenze urbanistiche riguardano in primo luogo i Comuni”. “Per un proprio Piano casa la Calabria ha già stanziato ben 230 milioni di euro, di cui 155 per edilizia pubblica e privata – rileva il presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero –
ci saranno contributi per le coppie giovani e per le famiglie. E senza cambiare leggi e regolamenti per la tutela del territorio”.

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