admin/ Aprile 4, 2009/ In Prima/ 0 comments

cgilSono stati 2,7 milioni i manifestanti scesi oggi in piazza con la Cgil. A fornire la cifra sono stati gli stessi organizzatori della manifestazione. Secondo la Questura, invece, i partecipanti sopno stati 200 mila. I cortei e l’intera manifestazione si e’ svolta in modo pacifico.

“E’ una soddisfazione aver riempito nuovamente la piazza e non era scontato”. Così il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, ha aperto il suo intervento al Circo Massimo, gremito di persone, che lo hanno accolto tra gli applausi. Epifani ha quindi ricordato l’altra grande manifestazione della Cgil del 23 marzo 2002, sempre al Circo Massimo, che era di tre milioni di persone, contro l’abolizione dell’articolo 18.

“Per noi tutti – ha detto – oggi è un grande motivo di orgoglio ed emozione tornare qui insieme, qui dove tre milioni di persone scrissero una pagina che nessuno ha scordato in difesa dei diritti dei lavoratori, tutti i lavoratori, e dove insieme rispondemmo alla follia disumana del terrorismo”.

“Vogliamo ringraziare il nostro presidente dela Repubblica per l’equilibrio e la fermezza con cui svolge il suo alto compito, per l’attenzione e l’affetto con cui partecipa alle condizioni del lavoro, per l’impegno che continua a mettere sui temi delle morti sul lavoro e sulla sicurezza”.

Il leader della Cgil e’ poi tornato dal palco a sollecitare il Governo affinche’ apra un tavolo sulla crisi ed ha rimproverato gli altri sindacati confederali di non aver condiviso con la Cgil la battaglia.

Il governo fa molto meno di quello che serve ma “non va bene aspettare che passi la nottata, è dalla nottata che dipende il nuovo giorno”, ha continuato Epifani. “Perché – ha chiesto Epifani al governo – l’esecutivo non ha voluto, non vuole fare di più? Perché ha stanziato solo 4 miliardi per fronteggiare la crisi? Perché non percepisce l’urgenza di serie politiche industriali, per l’edilizia, per i servizi pubblici? Perché mette in cantiere solo misure faraoniche per i lavori pubblici? E non fa niente per le piccole e medie imprese, e accelerare la domanda e aumentare l’occupazione?”.

“Per questo abbiamo scelto di stare in campo anche quando gli altri non ci hanno consentito di fare le battaglie che dovevamo fare insieme”, – ha aggiunto tra gli applausi. Bordate di fischi invece dall’arena nel momento in cui Epifani ha citato Silvio Berlusconi. Epifani aveva pronunciato questa frase: “Il nostro presidente del Consiglio prima di partire per Londra…”.

Epifani ha cosi’ concluso, dal palco del Circo Massimo, la grande manifestazione: cinque cortei, una lunga marcia per le vie di Roma, un fiume di gente – lavoratori, pensionati, precari, immigrati, studenti – con i cappellini rossi in strada per un’iniziativa figlia di quell’accordo separato sul nuovo modello contrattuale che il sindacato guidato da Guglielmo Epifani non ha voluto firmare, a differenza di Cisl e Uil, ma che è diventata molto altro, raccogliendo tutte le istanze di quanti vogliono dire ‘no’ alla politica economica del governo e reagire alla crisi. Sulla grande spianata del Circo Massimo, c’é chi intona Bella Ciao e chi grida slogan. Dai camion con gli altoparlanti si diffonde musica di De André e di Guccini, ma ad un certo punto c’é spazio anche per l’Inno di Mameli e l’Inno alla Gioia. Non manca l’ironia e il bersaglio è scontato: “Mister Obamaaaa…”, gridano in coro molti dei manifestanti. Epifani guida un corteo che arriva al Circo Massimo verso le 10.30. “Sarà una bella giornata, che si ricorderà per lungo tempo”, aveva detto sfilando, prima di raggiungere il piazzale cuore dell’iniziativa. E ancora: “Vorrei che il governo provasse a fare di più, non chiedo l’impossibile”.

In attesa che il leader della Cgil prenda la parola per il suo intervento dal palco, un ruolo da ‘star’ lo ha giocato, in mattinata, Dario Franceschini. Intervenuto alla manifestazione per una mezzora, prima di spostarsi ad Amalfi per un altro impegno, il numero uno del Pd ha ricevuto un’accoglienza molto calorosa. Stretta di mano con Epifani, abbraccio a Bertinotti. Pacche sulle spalle dai manifestanti. Lui coglie l’occasione per puntare il dito contro il governo, che “non sta affrontando la crisi”, ma anche per un appello all’unità sindacale: “Voglio dire alla Cgil che è importante stare in piazza ma mai contro gli altri sindacati”, ha dichiarato. La manifestazione della Cgil è anche per Walter Veltroni l’occasione per tornare in piazza: l’ex segretario del Pd, all’insaputa di tutti, ha fatto capolino alla testa del corteo partito da Piazza Esedra. Tra i politici, il leader dell’Italia dei Valori Antonio Di Pietro,il segretario di Rifondazione Paolo Ferrero, il segretario del Pdci, Oliviero Diliberto, il governatore del Lazio Piero Marrazzo e quello della Puglia, Nichi Vendola. Critiche invece dall’opposizione: il ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta usa il sarcasmo per sottolineare che “se qualcuno fa una scampagnata in più male non fa, ovviamente neanche all’economia perché muove risorse, ristoranti e autobus”. Ma i protagonisti veri sono i lavoratori. E alcuni di loro hanno preso la parola per dei brevi interventi: c’é un operaio cassaintegrato di Pomigliano d’Arco, c’é una pensionata di Roma, c’é una giovane operaia precaria della Lombardia, e poi uno studente, un immigrato e un medico. Sei voci in rappresentanza di tutto il complesso mondo del lavoro di oggi. Sul fronte dell’ordine pubblico, per ora non si sono registrati grossi disordine, ad esclusione del lancio di vernice rossa contro la sede di una banca, mentre 200 studenti dell’Onda hanno bloccando il traffico per le strade, accendendo anche fumogeni.

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