admin/ Settembre 28, 2008/ Contro Corrente, In Prima, Movimenti, Politica/ 0 comments

UNA MOLTITUDINE IN MARCIA PER LA PACE – La Perugia Assisi- cronaca di RADIO CITTA` 14.10.2001 Di Alice “La piùimponente manifestazione pacifista mai organizzata dall`Occidente” così, Vittorio Agnoletto, coordinatore del nascente Social Forum italiano, definisce la marcia dei 25 chilometri di pace da Perugia ad Assisi. E probabilmente ha ragione: circa 400 mila uomini e donne hanno marciato tra sole e asfalto uniti dalla netta opposizione a guerra e terrorismo. La marcia Perugia- Assisi compie 40 anni, fu ideata da Aldo Capitini pacifista e non violento come appuntamento regionale. L`edizione 2001 promossa dalle ong del Tavolo della Pace assieme a 236 enti locali ha avuto come parola d`ordine: “Cibo, Acqua e Lavoro per tutti”. La manifestazione di domenica 14 ottobre 2001 va oltre qualsiasi immaginazione sia per partecipazione che per valenza politica.

Un serpentone umano lungo 24 chilometri ha trasformato la marcia in un appuntamento nazionale come partecipazione (mai vista una così imponente moltitudine alla marcia!) e di importanza trasnazionale come valenza politica. Una folla mai vista per quantità, ma anche e soprattutto per varietà: cattolici, laici, gruppi, collettivi, social forum diversi per storie e appartenenza con-fusi assieme in un`unica moltitudine colorata e festosa con una forte e chiara parola comune: No alla guerra. Anche la partecipazione abruzzese alla marcia conferma la varietà che ha composto la moltitudine della Perugia-Assisi. Dalla sola Pescara circa 500 presenze: 1 pullman della Provincia, 1 di Legambiente, ben 3 del nascente Pescara Social Forum, 1 dei Comunisti Italiani, 1 della Sinistra Giovanile e infine i pullman organizzati dai gruppi scout e associazioni cattoliche. Indifferenti a quanti hanno tentato di divedere il movimento pacifista, indifferenti alle alchimie di Palazzo che hanno tentato di strumentalizzare la marcia, il popolo “no war”, pur con divergenze e differenze di veduta, ha marciato compatto non raccogliendo le provocazioni. La differenza, espressa in varie forme, non ha portato a divisioni interne. È inutile dire che i fischi di protesta forti e chiari sono arrivati alle orecchie dei parlamentari che hanno sfilato nel corteo pur avendo votato per i bombardamenti a Kabul: Fassino, Rutelli, Bindi, Veltroni, D`Alema . La partenza: due i punti di partenza, il primo dai Giardini del Frontone a Perugia che, vista la massiccia affluenza sin dalle prime ore del mattino ha dovuto anticipare di un`ora e mezza la partenza. In testa una donna afghana che indossa il burqa e chiede la fine dei bombardamenti, dietro gli scout, i 150 rappresentanti dell`Onu dei popoli, le associazioni organizzatrici, i gonfaloni degli enti locali. Il Social Forum si è dato appuntamento a Ponte S. Giovanni per unirsi al corteo. Alle 9.00 la piazza era già impraticabile per la folla di persone sopraggiunta. In piazza il Social Forum ha distribuito gli adesivi gialli preparati per l`occasione: “No global war – Fame sfruttamento sete”. Tantissime le sigle e i gruppi di appartenenza: moltissimi i Social Forum locali, Forum delle Donne, Rifondazione, Donne in nero, Giovani Comunisti, Attac, Cgil, Rete Lilliput. Tutti dietro allo striscione “No global war”. Apre lo spezzone il sound system dei Giovani comunisti. Ma ci sono anche il “Nomadi fans club” e l`associazione nazionale Vigili del fuoco, che marcia in ricordo dei colleghi morti a New York l`11 settembre. Lungo il percorso moltissimi gli slogan e gli striscioni che hanno sfilato, tra i piùricorrenti: “silenzio degli onesti di fronte alle parole dei violenti”, “Occhio per occhio si diventa ciechi”, “Due torti non fanno una ragione”, “Chi è senza peccato scagli la prima bomba” (rete Lilliput), “La violenza è l`ultimo rifugio degli imbecilli” (Attac), “Guerra e terrorismo è la tragedia da impedire, il nemico da combattere” (Cgil), “Disarmare cielo e terra” (Arci). “Ma quale Berlusconi, ma quali talebani, solo e sempre diritti umani”, uno degli slogan tra i piùgettonati assieme a “Vogliamo uno scambio a pari condizioni dateci Bin Laden prendetevi Berlusconi”. Il Social Forum ha organizzato una piazza tematica “contro la guerra senza se e senza ma” a S. Maria degli Angeli allestendo lo spazio con due grandi striscioni: “A chi ha votato in parlamento per la guerra . VERGOGNA!” “Disobbedire – Disertare: contro la guerra, la fame e l`ingiustizia”. All`arrivo prendono la parola Fausto Bertinotti, Vittorio Agnoletto, Luca Casarini e altri esponenti del movimento No-global. “Sono tutti qui a dire cessate il fuoco, no a questa guerra nessuno è qui per sottilizzare sui tipi o sui tanti nomi che può avere una guerra. Non ci sono bombe umanitarie o missili chirurgici nella mente di chi marcia oggi – queste le parole di Vittorio Agnoletto, portavoce del GSF – Siamo contro un modello di sviluppo che produce povertà e disperazione e che vede come protagonisti sia George W. Bush che Bin Laden. Ma dobbiamo anche dire che oggi ha marciato anche chi pensa che per combattere il terrorismo bisogna bombardare. Mi riferisco a quei deputati e senatori del centrosinistra che hanno votato a favore della guerra. A loro consiglio di andare a casa e riflettere su quello che hanno fatto e su come poter rimediare alla vergogna di quel voto”. L`alternativa alla guerra e al terrorismo per il Social Forum è proprio il movimento nascente che tra pochi giorni si incontrerà a Firenze per elaborare una proposta per la giustizia sociale che è anche una proposta anti-terrorismo, anticipata in piazza da Agnoletto: tagliare i cordoni delle borse a Bin Laden colpendo i paradisi fiscali, riconoscere lo stato di Palestina, togliere l`embargo all`Iraq, annullare il debito dei paesi poveri, introdurre la Tobin tax. Agnoletto conclude il suo intervento appellandosi alla moltitudine presente ad Assisi: “Non tornare nelle vostre case. Tornate sì alle vostre città e paesi, ma non chiudetevi in casa, parlate con amici, con i vostri compagni di lavoro e spiegate quali sono i rischi che corriamo con questa guerra”. Così tra stanchezza e entusiasmo si conclude una giornata di grandeb mobilitazione pacifista che ha visto protagonista una convinzione che comincia ad essere sempre piùreale e condivisa “un altro mondo è possibile e soprattutto necessario per la sopravvivenza dell`umanità” info su :www.pescarafree.org

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