Rossi stritola pure Marquez: saprà reagire o crollerà come gli altri?

Dopo Biaggi, Gibernau, Stoner e Lorenzo, anche Marc deve inchinarsi nel corpo a corpo contro Rossi. Lo spagnolo della Honda ora è chiamato alla prova più dura: riuscire non essere ...leggi

G8: MARONI, SOSPESO SCHENGEN DA 18 GIUGNO A 15 LUGLIO

G.8.ROMA – Tutte le misure prese per combattere il terrorismo devono essere in linea con il rispetto dei diritti umani, dell’asilo e del diritto comunitario. E’ quanto si legge nella dichiarazione finale dei ministri della Giustizia e dell’Interno del G8 al termine della riunione di Roma.

Il terrorismo “rappresenta tuttora una delle più gravi minacce alla sicurezza internazionale” e “desta particolare preoccupazione la capacità costante di radicalizzazione e reclutamento”. Si legge nella dichiarazione finale. Per contrastare il fenomeno, secondo i ministri, “la miglior difesa è la prevenzione e a questo scopo dobbiamo ampliare e condividere le nostre conoscenze sui destinatari e sui canali di diffusione dell’estremismo violento”. Di qui la necessità di monitorare le comunicazioni adoperate dalle organizzazioni terroristiche, in primis internet. I ministri del G8 hanno poi condiviso l’opportunità di potenziare la collaborazione internazionale in questo campo, in particolare per “proteggere le infrastrutture critiche a cui si appoggiano le nostre industrie e le nostre società”.

Nell’ambito del cybercrime, uno sviluppo “allarmante” è la crescita a livello mondiale dei furti di identità, fenomeno che “minaccia la sicurezza finanziaria e personale degli individui e i diritti di proprietà intellettuale e mina gli sforzi per mantenere la sicurezza interna”. E’ quanto si legge nella dichiarazione finale dei ministri della Giustizia e dell’Interno del G8. I ministri hanno quindi sottolineato l’ “uso criminoso dei social network, dei servizi criptati, dei servizi Voip e del Domain name System e di altri nuovi e sempre più gravi attacchi da parte dei criminali contro i sistemi informatici”. Per far fronte a queste insidie, i rappresentanti del G8 hanno evidenziato l’importanza della collaborazione tra i providers e le forze di polizia per l’attività di tracciamento on line durante le investigazioni, ma è anche “essenziale che gli Stati reagiscano con risposte tecnologicamente all’avanguardia”.

MARONI, SOSPESO SCHENGEN
Il governo italiano ha proposto la sospensione del Trattato di Schengen, con il ripristino dei controlli alle frontiere dal 18 giugno al 15 luglio, in vista del G8 dell’Aquila. Lo ha detto il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, nel corso della conferenza stampa a conclusione della riunione dei ministri Giustizia-Interno del G8. ”L’altro ieri – ha spiegato Maroni – ho mandato una lettera ai Paesi membri e non credo ci siano problemi ad accogliere nostra richiesta”.

ALFANO,FARO’ FUNZIONARE REATO CLANDESTINITA’
“Voglio mettere gli uffici giudiziari in condizione di far funzionare il nuovo reato di immigrazione clandestina” previsto nel ddl sicurezza di imminente approvazione da parte delle Camere. Lo ha annunciato il Guardasigilli, Angelino Alfano, a conclusione della riunione G8 Interni-Giustizia, rendendo noto che “a partire dal primo giugno avvierò un giro degli uffici giudiziari italiani” nelle zone “particolarmente esposte agli sbarchi” di clandestini. “Con ogni probabilità – ha detto Alfano in conferenza stampa, accanto al ministro dell’Interno Maroni – non ci sarà da affrontare chissà quali emergenze processuali, ma cominceremo da subito a lavorare, a partire da Palermo e Agrigento, affinché una volta introdotto il reato gli uffici giudiziari funzionino”.

MINISTRI,URGENTE ASSICURARE ALLA GIUSTIZIA I PIRATI
Esiste “l’urgente necessità di cooperare a livello internazionale” per trovare le soluzioni procedurali affinché siano assicurati alla giustizia i pirati che infestano il Golfo di Aden. Con una dichiarazione ad hoc i ministri della Giustizia e dell’Interno del G8 prendono una posizione netta sul fenomeno della pirateria, questione in origine non in agenda dei lavori ma che è stata introdotta su proposta del ministro della Giustizia Angelino Alfano il quale preannuncia che “molto probabilmente il tema sarà affrontato nel corso del G8 dell’Aquila”. I sedici ministri riuniti a Roma hanno sottolineato che la pirateria “é per noi tutti motivo di preoccupazione con notevoli conseguenze in termini economici, di sicurezza e di stabilità regionale”. Da qui la necessità di “risolvere le questioni giuridiche e di policy collegate alle indagini e all’azione penale” in modo tale da garantire che “in presenza di prove certe, quanti siano coinvolti in atti di pirateria siano assicurati alla giustizia”. Nel documento finale si sottolinea l’importanza che gli Stati coinvolti da atti di pirateria (“ad esempio perché le navi attaccate battono la loro bandiera, o perché i membri dell’equipaggio o i passeggeri sono loro cittadini”) perseguano “i singoli casi, laddove appropriato”. I ministri degli Interni e della Giustizia del G8 incoraggiano “lo sviluppo di misure idonee a privare i pirati dei proventi della loro attività criminale”. Infine, viene dato “il pieno sostegno” all’azione internazionale che assicuri “l’esistenza di un adeguato strumento giuridico (legal toolbox) nella lotta contro la pirateria”.

MINISTRI, ALLARME FURTI IDENTITA’ IN RETE
Nell’ambito del cybercrime, uno sviluppo “allarmante” è la crescita a livello mondiale dei furti di identità, fenomeno che “minaccia la sicurezza finanziaria e personale degli individui e i diritti di proprietà intellettuale e mina gli sforzi per mantenere la sicurezza interna”. E’ quanto si legge nella dichiarazione finale dei ministri della Giustizia e dell’Interno del G8 al termine della riunione di Roma. I ministri hanno quindi sottolineato l’ “uso criminoso dei social network, dei servizi criptati, dei servizi Voip e del Domain name System e di altri nuovi e sempre più gravi attacchi da parte dei criminali contro i sistemi informatici”. Per far fronte a queste insidie, i rappresentanti del G8 hanno evidenziato l’importanza della collaborazione tra i providers e le forze di polizia per l’attività di tracciamento on line durante le investigazioni, ma è anche “essenziale che gli Stati reagiscano con risposte tecnologicamente all’avanguardia”.

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