admin/ Giugno 30, 2009/ In Prima/ 0 comments

ap_16154322_00060Il segretario della Cgil: “Nelle ferrovie si usano materiali troppo vecchi”. Bertolaso: “Situazione ancora difficile”. La rabbia dei ferrovieri. Marcegaglia: “La tutela delle persone viene prima della crisi economica. Queste cose non succedono in un Paese civile”
VIAREGGIO – “Una tragedia annunciata”. Così ha commentato l’incidente di Viareggio il segretario della Cgil Guglielmo Epifani. “I primi riscontri darebbero ragione ai tanti allarmi lanciati in questi mesi dai sindacati e sui cui l’azienda aveva reagito sbagliando perchè – ha spiegato il leader della Cgil – nelle ferrovie c’è un uso di materiali troppo vecchi”.
Berlusconi contestato a Viareggio. “Stato d’emergenza al prossimo Cdm”
ROMA – Silvio Berlusconi arriva nel pomeriggio a Viareggio, la città colpita dal disastro. Accolto dalla contestazione di un gruppo di persone, con fischi e urla di “buffone”. Una protesta che coinvolge alcune centinaia di persone; ci sono anche momenti di tensione con la gente che invece lo sostiene.

La protesta contro il premier. “Sono stato al telefono finora con Bertolaso – aveva detto Berlusconi in mattinata, da Napoli – abbiamo già provveduto a trasferire i feriti più gravi negli ospedali e poi subito andrò a Viareggio a prendere in mano la situazione”. Ma al suo arrivo le cose si fanno difficili. Un gruppo di cittadini presenti nella zona dell’incidente, in largo Risorgimento, non gradisce la sua presenza e gli grida a lunfo “vergogna”, “vai a casa” e frasi simili. Dopo momenti di tensione tra contestatori e sostenitori, il presidente del Consiglio riceve anche degli applausi, e si dirige poi al Municipio. La visita dura circa 15 minuti. La gente, fuori, continua a protestare. “Nel prossimo Consiglio dei ministri dichiareremo lo stato d’emergenza”, annuncia il capo del governo. Poi esce dal retro. Mentre il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli esce sul davanti, e viene anche lui investito da urla e fischi dalla gente. Che nel frattempo è aumentata-

Il vescovo chiede chiarimenti – Italo Castellani, vescovo di Lucca, ha visitato stamattina i luoghi dell’incidente. In una nota ha dichiarato che “per affetto ed amicizia nei confronti di chi soffre, desidero invitare le autorità competenti a non tralasciare niente affinchè al più presto si possa addivenire ad un chiarimento, certo e giusto, su quanto avvenuto”.

Bertolaso, ci sono ancora rischi – “La situazione di rischio non è affatto conclusa anche se gli incendi sono sotto controllo”. Lo ha detto il capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso sottolineando che “tutta la zona della stazione è stata interdetta agli estranei”. “Vi sono ancora 13 cisterne piene di Gpl che devono essere svuotate e quattro di queste sono rovesciate. Dunque si tratta di un’operazione rischiosa e difficile”. Il capo della Protezione Civile ha aggiunto che quella della scorsa notte è una delle peggiori tragedie mai accadute ai trasporti italiani. “Dopo quello che è successo ci saranno dei provvedimenti da adottare”, ha commentato Bertolaso.

La rabbia dei ferrovieri – Avevano già segnalato molte volte i rischi connessi al cattivo funzionamento dei carrelli. L’assemblea nazionale dei ferrovieri esprime profondo cordoglio per le vittime e invita le autorità a non sottovalutare le segnalazioni di pericolo. Dure le critiche alla dirigenza delle Ferrovie dello Stato. In una nota i ferrovieri fanno sapere che “il trasporto ferroviario è un servizio complesso in cui anche il più piccolo incidente o guasto, può determinare immani tragedie e come tale va analizzato e preso, sempre, nella massima considerazione. Rinnoviamo la più ferma critica al gruppo dirigente delle Ferrovie che ha dirottato risorse e tecnologia sul servizio ‘luccicante’ dell’ alta velocità lasciando che il resto del servizio ferroviario, in particolare merci e pendolari, deperisse sia in termini di qualità che di sicurezza”.

I delegati dell’RSI aggiungono che “La rottura di un asse di un carrello del vagone merci è un incidente tipico che non è stato mai tenuto nella giusta considerazione nonostante l’elevatissimo rischio connesso. Esso si è ripetuto innumerevoli volte, sempre fortunatamente con conseguenze meno gravi, da ultimo nei giorni scorsi sempre in Toscana, a Pisa S.Rossore ed a Prato”.

Confindustria, più sicurezza – “Non è possibile che succedano queste cose in un Paese civile”. Lo ha detto Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, commentando il disastro ferroviario di Viareggio. “E’ una tragedia enorme e cose di questo tipo non devono succedere in un paese civile. E’ necessario investire in infrastrutture e sicurezza. La tutela delle persone viene prima della crisi economica”.

Il sindaco di Viareggio – “Un bilancio tragico, ma grazie all’intervento dei Vigili del Fuoco e della Protezione Civile in generale si sono contenuti i danni”, ha commentato Luca Lunardini, primo cittadino di Viareggio.

Le reazioni del PD – Il senatore del Pd Marco Filippi, capogruppo in commissione Lavori Pubblici e Comunicazioni, chiede in una nota che il ministro Matteoli venga a riferire in Senato sull’esplosione di Viareggio. “Bisogna sentire subito Alberto Chiovelli, direttore dell’Agenzia nazionale per la sicurezza delle Ferrovie, un organismo che stenta a costruirsi un ruolo veramente indipendente dal gestore della rete e del trasporto e che dovrebbe essere, invece, capace di un controllo attento e indipendente su tutti i fattori di rischio”, dice Filippi.

Le critiche della Sinistra – Le ferrovie dello stato pensano all’Alta Velocità e non alla sicurezza. E’ quanto affermano i responsabili del Lavoro e dei Trasporti del Partito dei Comunisti Italiani Gianni Pagliarini e Fabrizio De Sanctis, aggiungendo che “le Ferrovie dello Stato non sono piu’ in grado di garantire la sicurezza dei loro convogli”. I Verdi chiedono le dimissioni di Matteoli e dei vertici delle Ferrovie dello Stato. A chiederlo è Angelo Bonelli dei Verdi: “Di fronte a questo inaccettabile incidente che ha provocato la perdita di tante vite umane il ministro dei Trasporti Matteoli e i vertici di Trenitalia si devono dimettere”. Per Paolo Ferrero di Rifondazione Comunista l’incidente è “l’esito prevedibile della politica ferroviaria del Governo”.

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