Rossi stritola pure Marquez: saprà reagire o crollerà come gli altri?

Dopo Biaggi, Gibernau, Stoner e Lorenzo, anche Marc deve inchinarsi nel corpo a corpo contro Rossi. Lo spagnolo della Honda ora è chiamato alla prova più dura: riuscire non essere ...leggi

Siti nel mirino di enti e aziende E’ lotta ai fannulloni on line

brunetta01gInternet in ufficio: distrae e abbassa la produttività. Ma non tutti la pensano così. Secondo uno studio australiano chi naviga in internet per divertimento durante l’orario di lavoro è più produttivo del 9%. Intanto, però il ministro Brunetta si appresta a presentare ‘Una carta dei doveri’
HA RAGIONE il governo inglese che ha appena pubblicato una guida per incoraggiare i propri dipendenti a usare Twitter o il ministro Brunetta a richiamare le amministrazioni pubbliche ad evitare «usi impropri di internet»? L’uso di Facebook da parte dei suoi oltre dieci milioni di utenti italiani è un costo o un’opportunità? Un recente studio dell’università di Melbourne afferma: «Chi naviga in internet per divertimento in orario di lavoro è più produttivo di quelli che non lo fanno, di circa il 9 per cento». Ma i due terzi delle aziende private e molte aziende pubbliche la pensano diversamente.

L’ALTROIERI, del resto, il brivido è corso sul filo. Quando nel pomeriggio sui computer della presidenza del Consiglio si è interrotto l’accesso a Facebook e Twitter il pensiero di tutti è corso al ministro anti-fannulloni: Renato Brunetta. In realtà Brunetta, e in serata ha pure smentito di saperne alcunchè, era innocente per quello che si è poi scoperto essere solo un problema transitorio. Ma se stavolta non c’entra, è invece incontestabile Brunetta ha piantato i paletti attorno all’uso di internet nel settore pubblico. Ponendo con la ‘direttiva 02’ di maggio le premesse per un giro di vite che verrà però deciso dalle singole amministrazioni, ciascuna secondo le modalità che ritiene più adeguate. Ma che lasciano poco spazio per i social network, dato che anche la Corte dei Conti ha sanzionato «l’indebito utilizzo di internet da parte del dipendente». Per il momento ogni amministrazione, pubblica e privata va per suo conto.

ALCUNI ESEMPI: il Comune di Torino, che era stato tra i primi a bloccare tutto, ora fa marcia indietro. A Napoli si può accedere solo per un’ora al giorno, divisa in periodi di 10 minuti. Internet vietato invece del tutto alla Provincia di Milano e nel Comune di Verona. Black out anche nella regione Friuli Venezia Giulia, dove l’accesso libero è limitato soli ai gruppi consiliari. Divieto di accesso in Poste Italiane e nelle caserme dei carabinieri e in molte aziende private, da Mediobanca alla Carige, da Unicredit, alla Ford e alla Honda. Dall’agenzia di pubblicità Armando Testa a Sky, la Bosch, la Schindler. Chi la pensa diversamente è invece la Ferrero, che lascia aperta internet ai dipendenti; e così Telecom e Omnitel e la Basic net (Robe di Kappa, Superga). La pensa così anche l’Enel, i cui 15mila dipendenti in Italia possono accedere anche ai siti di scommesse (pagando di tasca loro, ovviamente).

A DARE IL SEGNO del diverso approccio filosofico è la lettura di uno studio di Nucleus Reserarch. I ‘liberisti’ vi colgono il fatto che chi accede a Facebook durante le ore di lavoro vi impegni circa 15 minuti al giorno, quindi poco. I ‘negazionisti’ invece inorridiscono perché questo significa una riduzione della produttività dell’1,47%: a loro dire un costo inutile.

Leave a Reply