admin/ Settembre 1, 2009/ Esteri/ 0 comments

geddafiLa libia potrebbe risarcire le famiglie delle vittime dei terroristi nordirlandesi dell’Ira, a titolo di compensazione per il ruolo avuto nel passato da Tripoli nel sostegno e nella fornitura di armi per gli attentati. Lo riferisce il britannico Independent citando fonti vicine al colonnello Muammar Gheddafi, secondo cui -dopo il rilascio di Abdelbaset Ali Mohmet al-Megrahi, l’autore dell’attentato di Lockerbie- il governo libico sta trattando con Londra. Il ministro per la Cooperazione Internazionale, Mohammed Siala ha dichiarato all’Independent che l’ipotesi di un risarcimento e’ stata discussa con Downing Street. Siala ha aggiunto che “si tratta di un caso speciale” sottolineando che “con il Regno Unito ci intendiamo bene”. Un accordo pero’ non e’ ancora stato raggiunto perche “i tempi non sono ancora maturi”. Il rilascio di Megrahi ha scatenato la scorsa settimana una tempesta di proteste negli Stati Uniti e in Gran Bretagna, con Londra costretta a difendersi dall’accusa di aver ceduto alle pressioni in cambio di lucrosi contratti per petrolio e gas. Negli anni ’70 e ’80, il colonnello Gheddafi era divenuto una sorta di ‘paria’ internazionale per la sponsorizzazione delle organizzazioni terriostistiche e la Libia invio’ armi e munizioni all’Ira, che furono utilizzate in attentati nel Regno Unito. Il sistema dei risarcimenti a titolo di compensazione era gia’ stato usato dalla Libia proprio nell’attentato di Lockerbie: Tripoli nell’ottobre del 2008 offri’ 1,5 miliardi di dollari per i parenti delle 270 vittime del volo Pan Am 103; per l’attentato del 17 agosto del 1986 alla discoteca di Berlino e per le vittime Usa del volo francese Uta 772 del 19 settembre 1989 esploso in volo in Niger. Siala ha oltre smentito che, in cambio della liberazione di Megrahi, Londra abbia ottenuto diritti di esplorazione per gas e petrolio, anche off-shore, in Libia: “Mi viene da ridere quando si sente dire che c’e’ stato un accordo: il rilascio ha rimosso un ostacolo che aiutera’ lo sviluppo di migliori relazioni tra Libia e Regno Unito”. Quanto a Megrahi, “e’ molto strana tutta questa rabbia. (Megrahi) e’ un libico che potrebbe morire in un paio di giorni. Ora e’ in ospedale, dove vorreste che fosse altrimenti?”.

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