admin/ Settembre 30, 2008/ Cinema/ 0 comments

A Torino l’autore di ‘Nuovo cinema Paradiso’ espone 300 scatti sugli abitanti della città di Novij Urengoi TORINO – Il regista della Sicilia che scopre la magia del grande schermo, Nuovi cinema Paradiso, del pianista che attraversa l’oceano senza mai mettere piede a terra, Giuseppe Tornatore, oltre che l’occhio della macchina da presa impiega anche l’occhio della macchina fotografica. E mentre in Australia espone in questo periodo 25 scatti sulla sua terra, a Palazzo Bricherasio a Torino il regista presenta un reportage sulla città siberiana di Novij Urengoi: 300 immagini, dal 19 giugno al 25 agosto, accompagnate da testi di Emilio Tadini, da musiche di Goran Bregovic e Michele Tadini per un’iniziativa ideata dal Gruppo Italgas (clicca qui per la scheda sul regista). La rassegna, appare chiaro, per l’azienda ha uno scopo in primo luogo promozionale. In questa zona siberiana ci sono – afferma una nota stampa – seimila miliardi di metri cubi di riserve di gas naturale e quindi l’Italgas intende, ovviamente, fare propaganda. Questa città, ricordano da Palazzo Bricherasio, vent’anni fa non esisteva neppure, è nata e cresciuta per lo sfruttamento delle riserve naturali di gas che arrivano direttamente in Europa e in Italia. Il che ha portato problemi di inquinamento nell’area. Ma qui Tornatore racconta, in bianco e nero, soprattutto l’incontro con altre genti e altri luoghi. E l’esperienza di un regista che torna al suo primo amore, la macchina fotografica.

“ Dopo mesi e mesi vissuti in una moviola, al buio, con gli occhi eternamente puntati a vedere, rivedere, rivedere, rivedere e ancora rivedere sempre le stesse immagini – ricorda – ad un regista accade fatalmente di smarrirsi nelle viscere della storia che sta raccontando, di non percepirne i contorni, addirittura di non riuscire piùa ‘vederla’. Un sognatore perso in un sogno insognabile. E senza apparente promessa di risveglio”. Da questo “limbo dell’immaginazione”, mentre montava La leggenda del pianista sull’oceano, fu risvegliato dalla proposta di un reportage sulla Siberia. Che per noi è un universo vago, dai contorni imprecisi. E che per Tornatore è stata una vera scoperta. Umana innanzi tutto: “Ecco, andare per le strade di Novij Urengoi, intrufolarsi nelle case, nei mercati, negli ospedali, negli uffici, nei negozi, nelle fabbriche, nelle scuole, inseguendo sorrisi e stupori, frugando proporzioni e geometrie – scrive il regista – non è stata per me una fuga verso un mondo che non conoscevo, al contrario, un ritornare ad un paese perduto di cui, in qualche maniera, sapevo già tutto e di cui, per mezzo della macchina fotografica, mi sarei finalmente riappropriato”. C’è dunque lo spirito di curiosità verso gli altri e che pervade i film del regista vincitore del premio Oscar con Nuovo cinema Paradiso. “Rivedo i volti misteriosi e gentili degli abitanti della città siberiana – ancora Tornatore – L’anziana donna ferma ad una fermata d’autobus con le spalle disinvoltamente rivolte all’infinito deserto di neve. Lo scultore poverissimo che si ostinava a non vendere le sue opere. La signora che dormiva sulla corriera diretta alla stazione da cui avrebbe raggiunto Mosca in tre giorni di treno. Il giovane chiuso nella cabina telefonica del centralino pubblico che parlava animatamente e voltava le spalle per non farsi leggere in volto. La bellissima ragazza che vendeva aglio all’ingresso di un supermercato. I bambini che suonavano all’impazzata le campane della chiesa. I nomadi oltre il circolo polare artico, che vivono oggi come i loro antenati qualche secolo fa”. Squarci di una vita difficilissima e povera da una città di 100 mila abitanti dove convivono 40 nazionalità diverse, dove d’inverno la temperatura scende a 50 gradi sotto lo zero e dove, per combattere il lunghissimo freddo, ci sono 60 istituti scolastici e filiali universitarie. Tutto questo, ma soprattutto le sue genti, ha cercato di narrare Tornatore con le sue immagini.

Nota: Notizie utili – “Giuseppe Tornatore fotografo in Siberia”, Palazzo Bricherasio, Torino. A cura di Tornatore ed Emilio Tadini. Catalogo Electa. Dal 19 giugno al 25 agosto. Orario 16-21; il giovedì 16-21; chiuso il lunedì. Tel. 011 5711811, www.palazzobricherasio.it, Ingresso 6,20 euro, ridotto 4,20.

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