Grecia: scioperi, scontri con polizia Affondo dell’Ue contro i derivati
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ATENE – La Grecia è paralizzata oggi per la seconda volta in poco più di una settimana da uno sciopero generale contro il piano di austerità . Si fermano aerei, treni, navi e trasporti urbani, sono chiuse scuole, ospedali, uffici e banche, è impedita da giorni la raccolta dell’immondizia e si assiste ad un black-out informativo. Lo sciopero di 24 ore dichiarato congiuntamente dalle confederazioni dei dipendenti pubblici, Adedy, del settore privato Gsee e dal sindacato comunista Pame, bloccherà i principali centri cittadini con manifestazioni e marce cui prenderanno parte anche agenti di polizia e vigili del fuoco. Alla protesta aderiscono anche insegnanti, studenti e il movimento anarchico. Continuano nella capitale e in altre città le occupazioni di edifici pubblici. Lo sciopero coincide con la fine della missione a Berlino, Parigi e Washington del premier Giorgio Papandreou il quale ha dichiarato che grazie al suo viaggio l’immagine all’estero del Paese “é completamente cambiata”. La Borsa ha ieri valutato positivamente i colloqui internazionali del premier con un forte aumento del 2,62%. I sondaggi segnalano tuttavia una crescente opposizione popolare a gran parte delle misure contenute nel pacchetto anticrisi.
ATENE, SCONTRI DAVANTI A PARLAMENTO
ATENE – Alcune decine di anarchici si sono scontrati con la polizia greca in tenuta antisomossa davanti al Parlamento, al termine della manifestazione organizzata in coincidenza con lo sciopero generale contro il piano di austerità varato dal governo. Alcuni giovani manifestanti nella coda del corteo hanno lanciato bombe molotov e pietre contro la polizia, che ha riposto lanciando gas lacrimogeni.
SARKOZY, MERKEL E JUNCKER CHIEDONO MISURE SU DERIVATI – I leader della Francia e della Germania, Nicolas Sarkozy e Angela Merkel, nonché il presidente dell’Eurogruppo Jean-Claude Juncker chiedono in una lettera comune il lancio di un’indagine europea sulla speculazione riguardo i prodotti finanziari derivati che ha colpito la Grecia nonché un divieto delle “transazioni speculative”. In una lettera datata 10 marzo e diffusa oggi dall’Eliseo, i tre leader, nonché il premier greco Giorgio Papandreou chiedono alla Commissione Ue di Bruxelles di avviare “il più rapidamente possibile un’indagine per determinare il ruolo e l’impatto della speculazione sui Cds (credit default swaps) sugli obblighi degli Stati europei”.
“Se questa indagine dovesse rivelare degli abusi di mercato o mettere in evidenza che la speculazione ha un impatto notevole sui tassi di interesse – aggiungono i leader nella missiva – dovremo esaminare rapidamente delle misure e eventualmente adottare i testi legislativi o regolamentari necessari per porvi fine”. Tra queste misure, Sarkozy, Merkel, Juncker e Papandreou prevedono “il divieto di transazioni speculative sui Cds”, ma anche l’imposizione di un “periodo minimo di detenzione dei Cds” e “il divieto di acquisto di Cds che non sono utilizzati per fini di copertura”. La lettera dei quattro leader è stata inviata al presidente della Commissione Ue José Manuel Barroso e all’attuale presidente di turno dell’Ue lo spagnolo José Luis Zapatero. Sarkozy e Papandreou avevano annunciato sabato in occasione di una conferenza stampa congiunta a Parigi l’adozione di “misure precise” di lotta alla speculazione, insieme con Merkel e Juncker.
LE PROPOSTE PER LA STRETTA DEI DERIVATI – Colpo d’acceleratore di Nicolas Sarkozy, Angela Merkel e Jean-Claude Juncker sulla strada che porta a una maggiore regolamentazione dei prodotti finanziari derivati in Europa. Ecco le misure proposte nella lettera inviata a José Manuel Barroso e a José Luis Zapatero, con la richiesta che vengano prese in considerazione “in uno dei prossimi consigli Ecofin”.
- CDS ‘NUDI’ AL BANDO. Tre le proposte sul fronte dei credit default swap, i contratti di assicurazione utilizzati per coprirsi dal rischio di insolvenza dei bond statali. La più importante è mettere al bando “l’acquisto dei Cds che non sono utilizzati a fini di copertura”: sono i cosiddetti Cds ‘nudi’, che alcuni investitori comprano a fini speculativi pur non possedendo i titoli a cui si riferiscono. Chiesto poi “il divieto di tutte le transazioni speculative sui Cds”, con la loro vendita a prezzi maggiorati che i mercati finiscono per interpretare come un aumento del rischio default di un Paese. Proposta “l’imposizione di un periodo minimo di detenzione”.
- ACCESSO ILLIMITATO A DATI SU DERIVATI. Nella lettera si chiede di dotare le autorità di regolazione europee di “accesso illimitato alle informazioni sulla negoziazione e i portafogli dei prodotti derivati, compresi i Cds, attraverso una registrazione obbligatoria di tutti gli strumenti del genere contenuti in banche dati situate in Europa”. Questo – si sottolinea – permetterà di identificare i principali attori di tale mercato e di sorvegliare le loro attività ”. Sottolineata anche la necessità che “i regolatori europei ricevano informazioni dettagliate riguardante banche dati situate fuori della Ue”.
- STOP A MERCATO ‘OVER THE COUNTER’. Basta scenario da far west, in cui la maggior parte dei prodotti derivati sono spesso trattati e scambiati fuori dai mercati finanziari, ma sui cosiddetti mercati ‘over the counter’ alternativi alle Borse. “Tutti i derivati ammissibili – è la proposta – dovranno essere negoziati su mercati regolamentati o su piattaforme elettroniche”, con delle ‘Camere di compensazione europee’ (sul modello delle ‘clearing house’ per le Borse) basate nella zona euro, col compito di assicurare il corretto funzionamento degli scambi.








