Corea, perché non è andata in Finale

Fantacalcio ispirato a una novella di Shichiro Fukazawa, autore della “Ballata di Narayama”. “Sogni proibiti” racconta il viaggio onirico di un ubriacone nel quale il popolo invadeva il Palazzo reale e giustiziava l’Imperatore. Un suo “allievo” riprende il tema del rapporto Corea-Giappone alla luce dei Mondiali 2002 di ZENKO Nel 1961 Shichiro Fukazawa – scrittore e musicista, autore tra l’altro del famoso romanzo “La ballata di Narayama” che il regista Shoei Imamura adattò per lo schermo vincendo la Palma d’Oro a Cannes nel 1983 – pubblicò su una rivista letteraria, Chuo-koron, una divertente novella intitolata, “Furyu Mutan”. In essa di descriveva il bizzarro sogno di un ubriacone, nel quale il popolo invadeva il Palazzo Imperiale e, alla fine di una lunga caccia, giustiziava l’Imperatore. Dopo la pubblicazione, un gruppo di nazionalisti appiccò l’incendio alla casa dell’editore, tale Shimanaka, che però era stato avvertito in tempo. Ma nell’attentato rimase uccisa la domestica. Fukazawa dovette nascondersi, vagabondando per il Giappone e mantenendosi facendo il menestrello. É morto in povertà assoluta nel 1987, in una piccola fattoria di Saitama, alla periferia di Tokyo. Un suo allievo ha assistito alla Coppa del Mondo, e ci ha inviato questo testo.

Martedì 25 maggio, 14 anno dell’era Heisei. L’ultimo, forse, di una dinastia millenaria (o quasi). Sua Maestà Akihito ha cacciato tutti dalla sua stanza giochi (va matto per Kyatcher: appena può smanetta come un forsennato sulla sua Play modificata) e si accinge a guardare Germania-Corea alla tv, “Porca puttana – sussurra – speriamo che questi maledetti crucchi non ci soffino la vittoria. Sarebbe davvero uno scippo, che mammina li fulmini”. “Maestà – interviene Makoto, il suo fido ciambellano – le ho detto migliaia di volte di fare attenzione al linguaggio. Anche quando siamo soli. Lo sa che ci sono microfoni dappertutto. Non sta bene fare il tifo per i coreani, quando il Giappone, che ci mantiene piùche dignitosamente, é allo sfascio… anche noi meritavamo di andare in finale…”. “Col cavolo. A voi giapponesi calci in culo ci vogliono, altroché. Solo con i calci in culo vi svegliate. Calci in culo e cannonate… Anzi, pallonate. Dal commodoro Perry a Troussier… sempre la stessa solfa. Per quanto mi riguarda, mi sono rotto le palle di farvi da simbolo, standomene prigioniero qui, a fare inchini e leggere tutte le puttanate che mi scrivete. Ho anch’io miei diritti… l’altro giorno c’era un giornalista italiano a Corte, mi ha infilato il suo meishi (bigliettino da visita) in una tasca: se ha bisogno, Maestà, chiami, le presento Fassino e Cofferati… carino, no? Li conosci?”. “Ma cosa dice Maestà, quei due sono comunisti. Vogliono difendere l’art.18 sono contrari alla libertà di licenziamento”. “E questa mi sembra una cazzata, in effetti. Io vi licenzierei tutti, se potessi, razza di pedanti sanguisughe. Mi avete rovinato la vita, con questa buffonata dell’Impero Celeste, della Dea del Sole, del Sacro Specchio e dell’Invincibile Spada. E in cambio neanche un passaporto, una cartà d’identità, una patente. Roba che se torno in Italia di nuovo, in incognito, mi scambiano per un cuoco cinese e mi prendono le impronte…”. “Maestà, attenzione,la sento piùnervosa del solito.Si calmi altrimenti stasera saremo costretti a mandarla a letto senza cena. Lo sa che ho ordini precisi…”. “E io chiamo i miei amici comunisti. Fassino in realtà non m’ispira piùdi tanto, ma Cofferati sì. È vero che lo chiamano il cinese…?”. “Maestà, guardi che chiamo il governo – minaccia il ciambellano, che in realtà è un uomo dei servizi che deve controllare l’Imperatore – lo sa che queste cose non le deve dire. Si calmi per piacere. Adesso le faccio portare un po’ di té”. “Bevitela tu, quella merda di té verde… Bromuro puro. Sono secoli che ce lo fate bere, e infatti sono secoli che non ci tirà più. Persino Antinori abbiamo dovuto ospitare, per ingravidare la mia povera nuora. Ma te l’ho detto, tutto questo sta per finire.Tremate, maledetti aguzzini. Tremate”. “Maestà, si calmi”. Watanabe comincia a preoccuparsi. Mai visto l’Imperatore in queste condizioni. “Vuole uno spinello?”. “Macché spinello. Fattelo tu lo spinello, così la smetti di tirartela. Io non ne ho bisogno di certo. Sono già abbastanza carico. Ieri mi sono fatto un pokerino con Diego Armando, Falcao e l’Ambasciatore del Bhutan, sai, quel paisiello dove domenica disputano la finale dei poveri. Bhutan contro Monserrat. Bella idea, ha avuto, quel galantuomo di Blatter… peccato che non sia riuscito a vendere i diritti televisivi, me la sarei guardato molto volentieri, in differita”. “Blatter Galantuomo? Ma se tutti i giornali lo accusano delle peggiori nefandezze…”. “Sei proprio un cretino Makoto mio. Se i giornali parlano male di te, significa che sei potente. Di me scrivono solo ignobili fesserie, piaggerie insulse ed infatti non conto un cazzo! Ah! Cosa darei per essere tutti i giorni in prima pagina, come i reali inglesi e spagnoli! Eppure anche noi le nostre storielle ce le facciamo, come ben sai. Ma niente da fare: non pubblicano nulla, i vostri giornali di merda. Ma giuro che se la Corea vince anche oggi, come mi ha garantito quel simpaticone di Chung, faccio saltare l’Impero e torno a casa….Vedrai, vedrai quello che vi combino, se la Corea arriva in finale e viene a Yokohama…”. “Per questo è meglio che non vada allo stadio, Maestà, si faccia venire un raffreddore, gliel’ha consigliato anche Koizumi…”. “Koizumi chiiiiiiii? Quell’idiota col rizoma in testa? Mai filato. E adesso l’hanno persino definito il leader piùelegante del G8! Siamo ridotti peggio dell’Italia, dove i politici sono corrotti e incapaci come i nostri, ma almeno si vestono bene e sanno snocciolare quattro parole in fila. I nostri invece sono una vergogna. Corrotti, arroganti, e ignoranti. Comunque sia, io allo stadio ci vò. Non mi avete voluto mandare all’inaugurazione, temendo che chiedessi asilo politico, ma alla finale ci vado.cascasse il mondo”. “Ma Maestà, a lei del calcio non gliene frega nulla”. “Appunto. Come alla maggior parte della gente, qui in Asia. Solo a quei poveracci dei sudamericani e a quei debosciati degli europei frega ancora qualcosa. E li abbiamo fottuti alla grande. Io e i miei cuginetti abbiamo organizzato le cose per benino”. “Cuginetti?”. “Cuginetti, coglione. Sì, cuginetti. Ma non lo sai che veniamo tutti dalla Corea? Anche tu, che te la tiri tanto perché sei un samurai. I tuoi antenati probabilmente erano dei fottuti contadini del Cholla. E infatti ti puzza ancora l’alito, ti puzza. Perché noi coreani l’aglio ce l’abbiamo nel Dna. Capisci?”. Makoto non né può più. Prende un vaso e lo tira in testa all’Imperatore. Che però, essendoci abituato, lo schiva con maestria, aggrappandosi ad un lampadario. “Vedi, sei proprio rincoglionito. Sei peggio di Vieri, quanto a mira”. Inizia la partita. Forse avete capito perché la Corea, che nonostante gli errori arbitrali era riuscita ad arrivare ai quarti, alla fine abbia ingiustamente perso. Immaginate cosa sarebbe successo se, dopo aver scoperto che i propri titoli di stato valgono meno di quelli della Beciuania, che Delfo Zorzi é davvero un loro concittadino e che Berlusconi ha ulteriormente rimandato la sua visita ufficiale, i poveri giapponesi avessero dovuto assistere all’Urlo Rivelatore di Akihito. Se l’era ripassato da mesi, perfezionando la pronuncia durante durante riservatissimi incontri con tale Birgit, dell’ambasciata austriaca. “Ich bin eine Koreaner”: “sono un coreano!”. La sera stessa, un elicottero l’avrebbe trasportato in Corea, dove Kim Jong Il e Kim Dae Jung l’avrebbero accolto annunciando la riunificazione della Penisola e offrendogli il suo vecchio trono. A Tokyo, nel frattempo, la Soka Gakkai ed il Partito Comunista avevano preso il potere proclamando la Repubblica Socialbuddista del Sol Levante e annunciando, come primo provvedimento, due anni di vacanza per tutti. E invece beccatevi Brasile-Germania

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