vedere tutta la notte “la notte degli oscar” diventa ogni anno più faticoso, direte voi: sei invecchiato? dormi troppo poco? nulla di tutto questo, in realtà tutto diventa faticoso per il netto peggioramento del cinema degli ultimi anni. Sia chiaro non parlo di un peggioramento di film per la massa ( quelli sono più o meno come alcuni anni or sono), no, parlo di quei film sempre per il grande spettacolo ma che si staccano dalla media e magari brillano di una interpretazione, o di un guizzo registico, insomma quelli che comunque – per quanto capitalizzata – possiamo dire che hanno un’ anima. Purtroppo ormai nel cinema hollywoodiano siamo ormai al lumicino. quest’anno più che mai si premia una marketta, un regista francese che gira un film americano dalla testa ai piedi, per di più muto che finisce in bianco e nero; ditemi voi chi mai vorrebbe vedere un film muto in bianco e nero su una storia tra ballo e commedia d’ amore: in pratica, un horror!!! forse il dentista fa meno male. Certo a molte ragazze sarà piaciuto: grazie! basta metterci un belloccio (che non fa mai male) e una storiella d’amore con ballo!! tutto questo io non lo discuto, ma premiare un tale film significa la morte stessa degli ultimi 20 anni di cinema!! ora mi direte?!? ti ha fatto schifo? beh la risposta è no!! mi sono anche divertito. Il problema è un altro, se a me piace Sokurov, se quest’anno siete andati al cinema a vedere e vi è piaciuto A Dangerous Method, CARNAGE, e magari pensate che ACAB sia un film corretto e Habemus Papam un film poetico, ci sta che vi piace The Artist, ed anche naturalmente che la notte degli oscar vi fa cacare ecc, ecc…, non si possono avere due criteri e due misure: nel cinema di genere The Artist sta stretto e nell’autoriale scimmietta troppo; è qui sta il punto: come mai la Accademy che premia film come il Titanic nel 2012, premia un film muto? siamo alla frutta? non ci sono più film come il Titanic? ci si rende conto che The Artist come diretto concorrente aveva un fumetto? con il massimo rispetto per l’ultima arte, però… c’é decisamente qualcosa che non va.
Ormai siamo giunti alla fine delle idee o meglio le idee non interessano più le case di produzione che nel tentativo di andare sul sicuro puntano su piattaforme già preimpostate, sicure ed ecco che scompaiono sceneggiature originali (scompaiono nel grande circus del cinema), ecco che si attinge ai libri in maniera vorace a discapito di una sceneggiatura da cinema, e gli sceneggiatori diventano correttori di bozze, i film acquisiscono i tempi e i ritmi della visione in tv fino ad arrivare alla scomparsa del cinema da grande schermo, che erroniamente ci fa pensare agli scenari di AVATAR…BIIIIP ! sbagliato il fatto di avere molti particolari, non c’entra nulla con una inquadratura da cinema: in nessun caso troveremo visioni panoramiche, occhi di bue, fisheye, termini che molti che vanno anche quotidianamente al cinema non conoscono, o più probabilmente non hanno mai visto.
La cosa poi che rattrista maggiormente sta nelle varie telecronache; la cosa più deprimente non è il fatto che si ragionasse sul fatto che The Artist sarebbe stato il mattatore della notte, ma il fatto che all’unanimità tutti – chi prima chi dopo – gridassero al colossal. Boh!, a me è sembrato molto triste dare l’oscar a Jean Dujardin per un’ interpretazione bella, ma che francamente paragonata a quella di Gary Oldman sembra la recita scolastica. e poi tutti sorpresi del fatto che la Accademy ha premiato Meryl Streep perché? sennò chi? in confornto chi? ma per favore!!!
e poi veniamo al dunque, Hugo Cabret, un bel film non c’è che dire, girato magistralmente ricalcando scene e tinte del fumetto: tutto molto bello, un bellissimo film per ragazzi. Appunto per ragazzi!! sicuramente il cinema per ragazzi è ancora una risorsa, sicuramente Hugo Cabret si lascia vedere tantissimo, però cinque oscar!!!!
e infine veniamo agli esclusi o meglio ai trombati: il primo è sicuramente Spielberg con il suo War Horse che non porta a casa nessuna statuetta; ma l’avete visto?? una noia senza precedenti: una prima guerra mondiale che si segue dalle vicende di un cavallo!!! ma che due palle!! non bastava il revisionismo adesso abbiamo i cavalli che ci raccontano la storia.
Bene The Help, un bel film e Wody Allen, come al solito, porta a casa la sua sceneggiatura: Michel Hazanavicius, hai voglia a studiare prima che riesca a raccontare una storia come il regista Newyorkese. Rango prende il suo e tutto il resto è noia…opps!! ma la noia a me è venuta prima
Roberto Pagliaro
La notte degli oscar tra sbadigli e riflessioni,


