Ceccanti (Pd): «A Crocetta circa 40 seggi su 90

Ecco come sarà l’assemblea regionale siciliana, dopo il voto di ieri. Il costituzionalista e senatore democratico Stefano Ceccanti, fotografa gli assetti nel parlamentino siciliano, alla luce dei primi risultati elettorali. «L’esito più probabile prevede una consistente maggioranza relativa per Crocetta, intorno ai 40 seggi. Semplificando al massimo, i 90 seggi dell’Ars questa volta si distribuiranno così: 80 assegnati con la proporzionale tra le liste che superano il 5%; 9 in dote al Presidente vincente; 1 per recuperare il candidato Presidente arrivato secondo».

Cosa deve succedere per arrivare a 46 su 90, la maggioranza assoluta? «Visto che il candidato Presidente si porta in dote 9 seggi di premio, le sue liste devono prenderne 37 sulla parte proporzionale. In astratto sembrerebbe quasi impossibile perchè prenderne 37 su 80 significa a prima vista più o meno il 46% dei voti. Però vanno fuori gioco tutte le liste che non prendono il 5%. Prendiamo per buoni come postulato i trend assestati finora Facciamo l’ipotesi che tutte e 3 le liste di Crocetta che è in testa superino il 5% (cosa che sicura per il Pd e per l’Udc, probabile per la sua lista), questo vorrebbe dire che salverebbe per intero i suoi voti, che sembrano compresi tra il 30 e il 33%, mettiamo la cifra a metà al 31,5%».

Ma quanto vale davvero questo 31,5%? «Per capirlo – spiega Ceccanti – dobbiamo fare un’ipotesi sui voti sprecati, che è molto difficile. Senz’altro non saranno inferiori al 10%, che è più o meno la quota di tutte le liste dei candidati minori. Ci sono però anche liste in bilico dei candidati maggiori: due di Musumeci (Cantiere popolare e Lista Presidente) e 2 di Miccichè (Grande Sud e Fli), ovvero un altro 20%. Ammettiamo che ne restino fuori 2 su 4, si sprecherebbero il 20% dei voti. In questo caso il 31,5% di Crocetta varrebbe un 38% circa, cioè 31 seggi. I 31, sommandosi ai 9 del premio, porterebbero Crocetta a 40».

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