admin/ Ottobre 3, 2008/ Cronaca/ 0 comments

ROMA – Le Br-Pcc ‘continueranno a colpire’. L’allarme e’ dei servizi segreti, secondo cui nel mirino finiranno i settori ‘piu’ sensibili dello stato’. Secondo la 49ma relazione semestrale trasmessa al Parlamento, i terroristi ‘pianificheranno azioni cadenzate nel tempo’ verso quegli ambiti in cui si esprimono il dialogo sociale, i propositi riformatori istituzionali su federalismo, previdenza ed istruzione, le politiche di coesione europea ed atlantica’. Con l’omicidio Biagi, rileva la Relazione, a circa tre anni dall’uccisione di D’Antona, ‘le Brigate Rosse-Partito comunista combattente, sono tornate a riaffermare la propria pertinacia eversiva, confermando nel contempo la linea strategica che intervalla l’azione con un ‘silenzio operativo’, durante il quale vengono decisi prossimi bersagli e tempistica”. L’uccisione di Biagi, ‘testimonia il proposito dell’organizzazione di selezionare e colpire quelle persone che, pur essendo meno conosciute dall’opinione pubblica ed a livello mediatico, rappresentano un significativo punto di riferimento nell’elaborazione dei processi riformatori, specie in materia di modernizzazione del mercato del lavoro’. ..

OMA (CNN) — I servizi segreti italiani lanciano un nuovo allarme per possibili attentati delle Brigate rosse, ipotizzando che i gruppi di terroristici responsabili della morte dei professori Marco Biagi e Massimo D’Antona stiano continuando a “pianificare azioni cadenzate nel tempo” e avvertono che è ora maggiore il pericolo che l’Italia diventi bersaglio anche del terrorismo islamico vicino alla rete al Qaeda. I brigatisti Secondo la 49/a relazione semestrale al Parlamento dei servizi di informazione – a quanto riferisce l’agenzia Ansa – nel mirino delle Br-Pcc si trovano i “settori piùsensibili dello Stato e, in generale, tutti quegli ambiti in cui si esprimono il dialogo sociale, i propositi riformatori istituzionali, non ultimi quelli in materia di federalismo, previdenza ed istruzione, nonché le politiche di coesione europea ed atlantica”. Con l’omicidio Biagi, rileva la relazione, a circa tre anni dall’ uccisione di D’ Antona, “le Brigate Rosse-Partito comunista combattente, sono tornate a riaffermare in maniera dirompente la propria pertinacia eversiva, confermando nel contempo la linea strategica che intervalla l’ azione con un ‘silenzio operativo’, durante il quale vengono decisi prossimi bersagli e tempistica”. L’uccisione di Biagi, secondo i servizi segreti italiani, “testimonia il proposito dell’organizzazione di selezionare e colpire quelle persone che, pur essendo meno conosciute dall’opinione pubblica ed a livello mediatico, rappresentano un significativo punto di riferimento nell’ elaborazione dei processi riformatori, specie in materia di modernizzazione del mercato del lavoro”. Del resto, aggiungono, “con gli agguati di Bologna e Roma diretti contro esperti accademici di diritti del lavoro, le Br hanno inteso accreditarsi presso il settore operaio, segnatamente del comparto industriale, come ‘difensori armati’ di quelle istanze rivendicative e, al tempo stesso, porsi quale forza intimidatrice nei confronti dei sindacati, nel tentativo di acquisire visibilità nel dibattito politico-economico nazionale”. Gli islamici Quanto alla pista islamica, nel documento si legge che risulta “accresciuta la possibilità che iniziative assunte dal nostro Paese, interpretate come ‘persecutorie’, lo facciano rientrare tra gli obiettivi a rischio”. In Italia, sottolineano i Servizi, la “colonia integralista islamica” risulta in “frequente collegamento con strutture associative confessionali, specie del Nord”; è stata inoltre riscontrata una “intensificazione dell’attività di propaganda e proselitismo attraverso il circuito telematico”, quindi arruolamento anche via Internet, ed un “incremento dei sentimenti antiisraeliani che potrebbe ispirare azioni di carattere offensivo”. Con il contributo di ANSA

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