admin/ Luglio 26, 2013/ Cronaca/ 0 comments

depositogiudiziarioL’incidente che ha causato 4 vittime ha avuto origine non nella fabbrica privata della famiglia Di Giacomo ma nella casamatta dei pm
È stato un deposito giudiziario di botti illegali ad esplodere per primo ieri mattina nell’azienda dei fratelli Di Giacomo a Villa Cipressi, frazione agricola di Città S.Angelo, in provincia di Pescara. Testimoni e prime ipotesi d’indagine confermano che l’incidente ha avuto origine non nella fabbrica privata della famiglia Di Giacomo ma nella casamatta giudiziaria.

Sono state due complessivamente le esplosioni che ieri hanno devastato la collina a Villa Cipressi, provocando quattro morti. La prima, intorno alle 10.15, si è verificata nel deposito autorizzato nel quale le forze dell’ordine conservavano in deposito giudiziario tutti i botti sequestrati illegalmente nelle varie indagini in Abruzzo. La seconda esplosione, che ha ucciso il giovane Alessio Di Giacomo, il cui corpo è stato l’unico ritrovato al momento, è avvenuta nella fabbrica.

Per appurare cosa sia accaduto a Villa Cipressi di Città Sant’Angelo e cosa abbia determinato l’esplosione della fabbrica di fuochi artificiali, con annessa vendita di articoli pirici, sono giunti sul posto anche i carabinieri del Ris di Roma. Nella zona interessata alle tre esplosioni (la prima simile a un fungo) ci sono i carabinieri della compagnia di Montesilvano, coordinati dal capitano Enzo Marinelli, quelli del Nucleo Investigativo, con il capitano Eugenio Stangatone, e il personale della questura di Pescara, con il dirigente delle volanti Alessandro Di Blasio.

Il sindaco della cittadina pescarese Gabriele Florindi ha detto che quello dei Di Giacomo «Era un impianto a norma, assolutamente sicuro. Tanto che la magistratura utilizzava la ditta Di Giacomo come deposito quando venivano sequestrati i botti illegali». E ricorda con affetto «una famiglia di gente bravissima e veri lavoratori: erano dei veri amici carissimi».

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