admin/ Luglio 31, 2013/ Esteri/ 0 comments

manningLa Corte marziale assolve il soldato che passò informazioni a Julian Assange dall’imputazione più grave. Uno dei video diffusi mostrava un elicottero Usa uccidere civili in Iraq. Il fondatore del sito: “Questo non è mai stato un processo giusto”
WASHINGTON – La Corte marziale americana ha scagionato Bradley Manning dall’accusa più grave, quella di connivenza con il nemico, per aver rivelato documenti diplomatici e militari segreti americani a Wikileaks. Il 25enne militare, accusato di essere stato l’informatore di Julian Assange, il fondatore del sito Wikileaks, pur non avendo fornito dati utili ai terroristi, è però stato giudicato colpevole per 19 su 21 capi d’accusa per cui era stato incriminato, tra cui cinque per violazione della legge sullo spionaggio del 1917. Se fosse stato condannato anche per connivenza con il nemico, Manning avrebbe rischiato l’ergastolo. In ogni caso il cumulo delle condanne potrebbe portarlo di fatto a dover trascorrere il resto della sua vita in prigione. Nei prossimi giorni sarà resa nota l’entità della pena. Per i reati di cui è stato riconosciuto colpevole, rischia fino a 128 anni di carcere.

VIDEO Il filmato alla base del processo

La condanna di Bradley Manning testimonia il “pericoloso estremismo… dell’amministrazione Obama”, ha sostenuto la stessa Wikileaks, commentando la sentenza.

In seguito Assange ha dichiarato dall’ambasciata dell’Ecuador di Londra, dove ha trovato asilo, che la sentenza “è un pericoloso precedente e un esempio dell’estremismo di sicurezza nazionale. Questo non è mai stato un processo giusto”. L’unica vittima di Bradley, ha aggiunto, è “l’orgoglio ferito del governo Usa, ma l’abuso di questo giovane non è stato il modo per ripristinarlo. Piuttosto, l’abuso di Bradley Manning ha lasciato il mondo con un senso di disgusto per quanto è caduta in basso l’amministrazione Obama. Non è un segno di forza, ma di debolezza”.

Durante il processo, la presidente della Corte, il colonnello Denise Lind, aveva rifiutato la richiesta della difesa di far cadere il capo d’accusa più grave, quello di “aiuto al nemico”.

LO SPECIALE Il caso Wilkileaks

Nel corso del dibattimento la pubblica accusa ha definito Manning “un traditore”, osservando che aver diffuso documenti segreti ha messo in grave pericolo la sicurezza nazionale e le operazioni di intelligence Usa. Da parte sua la difesa ha sostenuto che Manning, arrestato ormai tre anni fa, “è un ingenuo mosso da buone intenzioni”, convinto che la diffusione delle informazioni avrebbe provocato un dibattito più intenso sulle ragioni diplomatiche e militari dell’intervento armarto in Iraq e Afghanistan.

Venticinque anni, Manning è il giovane soldato americano di stanza in Iraq che ha ammesso di aver passato alcuni dei documenti più scottanti a WikiLeaks: un video del Pentagono, pubblicato dall’organizzazione di Assange con il titolo “Collateral Murder”, che testimoniava come, nel luglio 2007, un elicottero americano Apache sparò su civili inermi, tra cui due cameramen dell’agenzia di stampa internazionale Reuters; 91.920 file del Pentagono sulla guerra in Afghanistan e 391.832 su quella in Iraq; 251.287 cablo della diplomazia Usa e infine 779 schede personali dei detenuti di Guantanamo.

Manning è stato arrestato nel maggio del 2010 in Iraq, subito dopo aver confessato in una chat di aver passato i documenti a WikiLeaks. Nei primi 11 mesi di detenzione è stato tenuto 23 ore al giorno in isolamento, privato della luce del sole e della possibilità di fare anche solo una camminata all’aperto.

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